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IN INDIA QUANDO DUE PERSONE
SI INCONTRANO GIUNGONO
LE MANI E DICONO “NAMASTE”
CHE SIGNIFICA:
“Io onoro in te il luogo
dove risiede l’intero
universo.
Se tu sei in quel luogo in
te, ed io sono in quel luogo
in me, noi siamo una cosa
sola.”
Namasté è un saluto
originario della zona di
India e Nepal e può essere
utilizzato sia quando ci si
incontra che quando ci si
lascia.
Viene di solito accompagnato
dal gesto di congiungere le
mani, unendo i palmi con le
dita rivolte verso l'alto, e
tenendole all'altezza del
petto, del mento o della
fronte, facendo al contempo
un leggero inchino col capo.
Nella cultura indiana,
questo gesto è un mudra,
un gesto simbolico
utilizzato anche nello yoga.
La parola Namasté
letteralmente significa "mi
inchino a te", e deriva
dal sanscrito: namas
(inchinarsi, salutare con
reverenza) e ti (a te).
A questa parola è però
implicitamente associata una
valenza spirituale, per cui
essa può essere tradotta in
modo più completo come
saluto (mi inchino a) le
qualità divine che sono in
te. Unita al gesto di unire
le mani e chinare il capo,
potrebbe essere resa con:
unisco il mio corpo e la
mente, concentrandomi sul
mio potenziale divino, e mi
inchino allo stesso
potenziale che è in te.
In sostanza, dunque, il
significato ultimo del
saluto è quello di
riconoscere la sacralità di
ognuno di noi. |
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I Tarocchi Zen di Osho, non sono un
mazzo tradizionale, nel senso
comunemente dato ai Tarocchi di
prevedere il Destino.
Il momento presente viene
riflesso: l'immagine offre un
preciso e limpido quadro di ciò
che è, qui e ora, senza giudizio
nè confronto.
E' un
invito al risveglio, un richiamo
a sintonizzarsi con la
sensibilità, l'intuizione, la
compassione, la ricettività, il
coraggio e l'individualità.
Una nuova CONSAPEVOLEZZA!
Un viaggio di ricerca e
scoperta, un nuovo percorso
proteso alla suprema
trascendenza di tutto ciò che lo
caratterizza e lo
contraddistingue.
Cammina leggera, assaporando
ogni passo lungo il sentiero...impara
dai tuoi errori e non potrai mai
perderti.
Ovviamente puoi chiedere ai
Tarocchi Zen di Osho
qualsiasi cosa, sebbene di fatto
si tratti di uno strumento per
mettere a nudo ciò che si è già.
Un riflesso diretto di ciò che a
volte non sei in grado, o non
vuoi, riconoscere nel momento
presente.
D'altro canto, è solo grazie
all'ammettere (senza giudizio di
giusto o sbagliato), partendo da
una prospettiva distaccata, lo
stato di fatto delle cose che si
può iniziare a sperimentare in
pienezza le proprie altezze e i
propri abissi - tutti i colori
dell'arcobaleno del proprio
essere.
- Quando stai per porre una
domanda, visualizza questo
metodo come un ricettacolo in
cui riversi tutte le tue
energie.
- Respira, usa la respirazione
per allontanare dalla mente ogni
possibile divagazione e per
centrarti in te.
- Osserva semplicemente il
respiro, mentre esce ed entra.
- Raccogliti in te,
immergiti quanto più possibile
nel silenzio, concentrandoti nei
gesti che compi.
- Più riuscirai a percepire
l'intero processo come un dono
per la tua crescita individuale,
maggiore sarà il
messaggio che le carte ti
trasmetteranno, in termini di
intensità e di profondità.
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Namastè |
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I Tarocchi di Osho sono gli
unici che ti indicano la strada
giusta per raggiungere la tua
felicità a partire dal momento
presente. |
Gli ARCANI MAGGIORI presenti
nel mazzo sono 22, numerati da 0
a XXI, e rappresentano i temi
archetipi, cuore del viaggio
spirituale dell'essere umano. La
carta del Maestro, poiché
simbolizza la trascendenza, non
ha numero.
Allorché nella lettura compare
un Arcano Maggiore, esso ha un
significato speciale che è al di
sopra e va oltre le carte degli
Arcani Minori. Infatti, ci dice
che le nostre circostanze
attuali ci stanno offrendo
l'occasione di esaminare uno dei
temi chiave del nostro viaggio
spirituale, in quanto individui. |
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Sarà di particolare aiuto
esaminare le altre carte,
riferendole a questo tema
centrale - ad esempio:
"Cosa mi comunica il fatto
che ho lavorato troppo
(esaurimento) rispetto al mio
bisogno di autoespressione
(creatività)? Sto forse
frustrando il mio procedere nel
viaggio verso la creatività,
mettendo tutte le mie energie
nel far funzionare il mio 'meccanismo'?"
Se nella lettura non sono
presenti Arcani Maggiori, è
possibile che la situazione
attuale sia una sottotrama di
transizione all'interno di un
gioco più ampio nella tua vita.
Questo non significa che non
abbia importanza, o che ti debba
sentire sciocco per esserne
fortemente colpito;
semplicemente, l'assenza di
Arcani Maggiori può essere fonte
di rassicurazione, in quanto
"anche questo passerà",e più tardi potresti
facilmente stupirti per lo
scompiglio che questa situazione
ti ha provocato, in quanto del
tutto fuori luogo. |
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Infine, se nella lettura sono
presenti numerosi, o se ci sono
soltanto Arcani Maggiori, può
essere un segnale che si sta
verificando un mutamento di
grande portata degli ambienti e
dei personaggi nel gioco della
tua vita. Infatti, ci sono
momenti in cui l'abbondanza di
Arcani Maggiori è così
travolgente che si vorrebbe
sceglierne solo uno - quello che
colpisce per il messaggio più
chiaro e diretto - e tenerlo
come nucleo centrale di una
nuova lettura che aiuti a
comprendere con che cosa ci si
sta confrontando. |
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Attimo per attimo, e a ogni
passo, il matto si lascia il
passato alle spalle. Egli porta
con sé null'altro che la propria
purezza, la propria innocenza e
la propria fiducia, simbolizzate
dalle rose bianche che ha in
mano. Lo schema del suo abito è
composto dai colori di tutti e
quattro gli elementi dei
tarocchi, per indicare che egli
è in armonia con tutto ciò che
lo circonda. La sua intuizione.
funziona al sommo delle sue
capacità. In questo momento il
matto ha il sostegno
dell'universo per fare questo
balzo nell'ignoto. Nel fiume
della vita lo attendono
avventure. La carta vuole
indicare questo: se hai fiducia
nella tua intuizione qui e ora,
se ti fidi della tua sensazione
su ciò che è giusto, non puoi
sbagliare. Le tue azioni possono
sembrare 'sciocche' agli altri,
o perfino a te, se cerchi di
analizzarle con la mente
razionale. Ma lo zero che il
matto occupa all'interno della
numerazione è il numero che non
ha numero, in cui la fiducia e
l'innocenza sono le guide, e non
lo scetticismo o le esperienze
fatte in passato.
"Un matto è qualcuno che
continua ad aver fiducia; un
matto continua a fidarsi in
contrasto con tutte le sue
esperienze. Tu lo inganni, e lui
ha fiducia in te; tu torni a
ingannarlo, e lui si fida di te;
di nuovo lo inganni, e lui si
fida. A quel punto dirai che
quella persona è matta, non
impara nulla. La sua fiducia è
incredibile; la sua fiducia è
così pura che nessuno la può
corrompere. Sii un matto nel
senso maoista o Zen. Non cercare
di creare intorno a te un muro
di sapere. Qualsiasi esperienza
ti coinvolga, lascia che accada,
poi lasciala andare. Continua
senza posa a ripulire la mente;
continua a morire al passato, in
modo da restare nel presente,
nel qui e ora, come se fossi
appena nato, un infante.
All'inizio sarà difficilissimo.
Il mondo inizierà ad abusare di
te... lascia che accada. Quelle
persone sono dei poveretti:
anche se vieni ingannato e
imbrogliato e derubato, lascia
che accada, poiché ciò che
realmente ti appartiene non ti
può essere portato via, ciò che
veramente è tuo non ti può
essere rubato. E ogni volta che
non permetti alle situazioni di
corromperti, quella opportunità
diventa un'integrazione
interiore. La tua anima
diventerà più cristallizzata."
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La figura nuda siede sulla
foglia di loto della perfezione
e fissa la bellezza del cielo
stellato. Ella sa che 'la casa'
non è un luogo fisico nel mondo
esterno, ma una qualità
interiore di rilassamento e
accettazione. Le stelle, le
pietre, gli alberi, i fiori, i
pesci e gli uccelli sono tutti
nostri fratelli e sorelle nella
danza della vita. Noi esseri
umani tendiamo a dimenticarlo,
poiché inseguiamo i nostri scopi
personali e privati e crediamo
di dover lottare per ottenere
ciò di cui abbiamo bisogno. Ma
in ultima analisi il nostro
senso di separatezza è solo
un'illusione fabbricata dalle
piccole preoccupazioni della
mente. Ora è tempo di guardare
se permetti a te stesso di
ricevere lo straordinario dono
di sentirti 'a casa', ovunque ti
trovi. Se è così, assicurati di
concederti tempo per
assaporarlo, in modo che possa
sedimentare in te ancor più
profondamente e accompagnarti
sempre. Se invece hai la
sensazione che il mondo esiste
per sopraffarti, è tempo di fare
una pausa. Questa notte esci, e
guarda le stelle.
"Non esisti in quanto frutto del
caso. L'esistenza ha bisogno di
te. Senza di te nell'esistenza
mancherebbe qualcosa e nessuno
potrebbe sostituirla. Questo ti
dà dignità, il fatto che
l'intera esistenza sentirà la
tua mancanza. Le stelle e il
sole e la luna, gli alberi e gli
uccelli e la terra - ogni cosa,
nell'intero universo, sentirà
che un angolino è vuoto, e
nessuno lo può colmare, fatta
eccezione per te. Questo ti dà
una gioia e un appagamento
immensi, poiché senti di essere
in relazione con l'esistenza, ed
essa si prende cura di te.
Allorché sarai limpido e
ripulito, vedrai riversarsi in
te da tutte le dimensioni un
amore sconfinato." |
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La voce interiore non parla
usando parole, bensì il
linguaggio senza parole del
cuore. Essa è simile a un
oracolo che dice solo la verità.
Se avesse un volto,
assomiglierebbe a quello che
vedi al centro di questa carta:
attento, presente, all'erta, e
in grado di accettare sia
l'oscurità che la luce,
simbolizzate dalle due mani che
tengono il cristallo. Il
cristallo stesso rappresenta la
chiarezza che proviene dalla
trascendenza di tutte le
dualità. La voce interiore può
anche essere giocosa, poiché si
immerge profondamente nelle
emozioni e torna a emergere per
librarsi in volo verso il cielo,
come fanno i due delfini che
danzano nelle acque della vita.
Ed essa è connessa con il cosmo
attraverso la luna crescente che
la incorona, e con la terra,
rappresentata dalle foglie verdi
del chimono. Nella nostra vita
ci sono momenti in cui un numero
eccessivo di voci sembra tirarci
da una parte e dall'altra. La
nostra confusione in simili
situazioni è un monito a
ricercare il silenzio e a
centrarci interiormente. Solo
così possiamo sentire la nostra
verità.
"Se hai trovato la verità dentro
di te non c'è null'altro, in
questa intera esistenza, da
trovare. La verità opera
attraverso di te. Quando apri
gli occhi, è la verità che apre
i suoi occhi. Quando li chiudi,
è la verità che chiude i suoi
occhi. Questa è una meditazione
potentissima. Se riesci a
comprendere questo semplice
trucco, non devi fare nulla:
qualsiasi cosa farai viene fatta
dalla verità. Cammini, è la
verità; dormi, è la verità che
riposa; parli, è la verità che
parla; sei in silenzio, è la
verità che è in silenzio. È una
delle tecniche di meditazione
più semplici. Pian piano tutto
si acquieta grazie a questa
formula elementare, e alla fine
la tecnica non è più necessaria.
Quando sei guarito, getti via la
meditazione, getti via la
medicina. A quel punto vivi in
quanto verità - vivo, radiante,
appagato, estatico, un vero inno
alla vita! Tutta la tua
esistenza diventa una preghiera
non espressa a parole; oppure, è
meglio dire una devozione, una
grazia, una bellezza che non
appartiene al nostro mondo
terreno, un raggio di luce che
proviene dall'aldilà e si
irradia nell'oscurità del nostro
mondo."
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Dall'alchimia del fuoco e
dell'acqua che la sottendono
alla luce divina che penetra
dall'alto, questa figura è
letteralmente posseduta dalla
forza creativa. In verità
l'esperienza della creatività è
un ingresso nel mistero.
Tecnica, abilità e sapere so n o
solo strumenti; la chiave sta
nell'abbandonarsi all'energia
che dà nutrimento alla nascita
di tutte le cose. Questa energia
non ha forma né struttura,
tuttavia da lei scaturiscono
tutte le forme e le strutture.
Non fa alcuna differenza quale
forma assuma la tua creatività -
può essere dipingere o cantare,
fare giardinaggio o cucinare. La
cosa importante è essere aperto
a ciò che attraverso di te si
vuole esprimere. Ricorda che noi
non possediamo le nostre
creazioni: esse non ci
appartengono. La vera creatività
sorge dall'unione con il divino,
con il mistico e l'inconoscibile.
In questo caso è sia una gioia
per colui che crea, sia una
benedizione per gli altri.
"La creatività è la qualità che
tu immetti in ciò che stai
facendo. È un'attitudine, un
approccio interiore - il modo in
cui guardi le cose... non tutti
possono essere un pittore, né è
necessario. Se tutti lo fossero,
il mondo sarebbe orribile;
sarebbe difficile vivere. E non
tutti possono essere un
ballerino, né è necessario. Ma
tutti possono essere creativi.
Qualsiasi cosa fai, se la fai
con gioia, con amore, se il tuo
agire non è solo frutto di
calcolo economico, allora è
creativa. Se dentro di te hai
qualcosa che cresce da questo
spazio, e se tifa crescere, è
spirituale, è creativa, è
divina. Diventi più divino man
mano che diventi più creativo.
Tutte le religioni del mondo
hanno detto che Dio è il
creatore. Io non so se lo sia
oppure no, ma una cosa la so:
più diventi creativo, più
diventi divino. Quando la tua
creatività giunge al culmine,
quando tutta la tua esistenza
diventa creativa, vivi in Dio.
Pertanto, egli deve essere il
creatore, visto che le persone
creative sono sempre state le
più vicine a lui. Ama ciò che
fai, sii meditativo mentre lo
fai-di qualsiasi cosa si
tratti!" |
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La figura potente e
autorevole di questa carta è
evidentemente padrona del
proprio destino. Sulle spalle ha
un emblema del sole, e la torcia
che tiene nella mano destra
simboleggia la luce della sua
verità, conseguita grazie a
fatiche immani. Che sia ricco o
povero, il ribelle è un vero
imperatore, poiché ha spezzato
le catene dei condizionamenti e
delle opinioni della società
repressiva. Egli ha dato forma a
se stesso, abbracciando tutti i
colori dell'arcobaleno,
emergendo dall'oscurità e dalle
radici infornai del suo passato
inconsapevole e sviluppando ali
con cui volare alto nel cielo.
Il suo stesso modo di essere è
ribelle - non perché lotti
contro qualcuno o qualcosa, ma
perché ha scoperto la propria
vera natura ed è determinato a
vivere in base a essa. L 'aquila
è il suo spirito animale, un
messaggero tra la terra e il
cielo. Il ribelle ti sfida a
essere coraggioso a sufficienza
per assumerti la responsabilità
di ciò che sei e per vivere in
funzione della tua verità.
"La gente ha paura, una paura
terribile di coloro che
conoscono se stessi. Quegli
esseri hanno un potere ben
preciso, un'aura e un
magnetismo, un carisma in grado
di sradicare i giovani e coloro
che sono vivi dalla prigione
delle tradizioni... L'illuminato
non può essere ridotto in
schiavitù - questa è la
difficoltà - e non può essere
imprigionato... ogni genio che
abbia conosciuto qualcosa della
sfera interiore, sarà
inevitabilmente qualcosa che è
difficile assimilare; sarà una
forza che crea scompiglio. E le
masse non vogliono essere
disturbate, anche se vivono
nell'infelicità; sono
miserabili, ma ci hanno fatto
l'abitudine. E chiunque non sia
infelice sembra un estraneo.
L'illuminato è lo straniero per
eccellenza nel mondo: non sembra
appartenere a nessuno. Nessuna
organizzazione lo confina,
nessuna comunità, nessuna
società, nessuna nazione."
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Essere sospesi nel vuoto può
terrorizzare oppure
disorientare. Nulla a cui
aggrapparsi, nessun senso di
orientamento, non un solo
segnale di quali scelte o
possibilità si possano trovare
davanti a noi. Ma proprio questo
stato di pura potenzialità
esisteva prima della creazione
dell'universo. Ora tutto ciò che
puoi fare è rilassarti in questo
nulla... cadi in questo silenzio
tra le parole... osserva questo
vuoto che esiste tra il respiro
che entra e quello che esce. E
fai tesoro di ogni istante di
vuoto che l'esperienza ti dona.
Sta per nascere qualcosa di
sacro.
"Buddha ha scelto una delle
parole con maggior
potenziale-shunyata. Il termine
inglese equivalente, 'il nulla',
non è altrettanto bello. Ecco
perché vorrei tradurlo come 'nessuna-cosa':
perché il nulla non è semplice
nulla, è tutto. Vibra di ogni
possibilità. E potenziale,
potenzialità assoluta. Ancora
non è manifesto, ma contiene
ogni cosa. All'inizio è la
natura, alla fine è la natura,
perché dunque fare tanto chiasso
nel mezzo? Perché preoccuparsi
tanto, essere così ansiosi, così
ambiziosi nel mezzo - perché
creare tanta disperazione?
L'intero viaggio si stende dal
nulla al nulla." |
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Ciò che noi chiamiamo amore
in realtà è un intero spettro
della relazione, che si estende
dalla terra al cielo. Al livello
più terreno, l'amore è
attrazione sessuale. Molti di
noi restano bloccati lì, poiché
il nostro condizionamento ha
gravato la nostra sessualità con
ogni sorta di aspettative e
repressioni. In verità, il
problema' più grande rispetto
all'amore sessuale è che l'amore
non dura mai. Solo se accettiamo
questo fatto, possiamo poi
celebrarlo veramente per ciò che
è - accoglierne l'accadere, e
dirgli addio con gratitudine
allorché non c'è più. E in
seguito, man mano che maturiamo,
possiamo iniziare a sperimentare
l'amore che esiste oltre la
sessualità e rispettare
l'individualità unica
dell'altro. Allora si inizia a
comprendere che il nostro
partner spesso funziona come uno
specchio, egli riflette aspetti
non visti del nostro sé più
profondo e ci sostiene affinché
diventiamo integri. Questo amore
è fondato sulla libertà, non
sulle aspettative o i bisogni.
Le sue ali ci fanno volare
sempre più in alto verso l'amore
universale che sperimenta il
Tutto come un'unità.
"Occorre prender nota di queste
tre cose: l'amore più basso è
sesso - è fisico - e l'amore più
elevato e raffinato è
compassione. Il sesso è al di
sotto dell'amore, la compassione
ne è al di sopra; l'amore è
esattamente nel mezzo.
Pochissime persone conoscono
cos'è l'amore. Il novantanove
per cento delle persone,
sfortunatamente, considerano
amore la sessualità - non lo è.
La sessualità è estremamente
animale, di certo possiede la
potenzialità di crescere e
diventare amore, ma non è vero
amore, è solo un potenziale...
Se diventi consapevole, attento,
meditativo, allora il sesso può
essere trasformato in amore. E
se il tuo essere meditativo
diviene totale, assoluto,
l'amore può essere trasformato
in compassione. Il sesso è il
seme, l'amore è il fiore, la
compassione è la fragranza.
Buddha ha definito la
compassione come `amore più
meditazione'. Quando il tuo
amore non è solo un desiderio
dell'altro, quando il tuo amore
non è solo un seme, quando è una
condivisione, quando il tuo
amore non è l'amore di un
mendicante, bensì di un
imperatore, quando il tuo amore
non chiede qualcosa in cambio,
ma è pronto solo a dare - a dare
per la pura gioia di dare -
allora aggiungici la meditazione
e si sprigionerà la pura
fragranza. Quella è compassione;
la compassione è il fenomeno più
elevato che ci sia." |
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Il velo dell'illusione, o
maya, che ti ha impedito di
percepire la realtà così com'è,
inizia a consumarsi. Il fuoco
non è il calore incandescente
della passione, ma la fiamma
quieta della coscienza. Man mano
che essa incenerisce il velo,
affiora il volto di un buddha
estremamente delicato e simile a
un bimbo. La coscienza che sta
crescendo in te in questo
momento non è frutto di alcun
fare' consapevole, né devi
lottare per far accadere
qualcosa. Ora qualsiasi
sensazione puoi aver avuto di
brancolare nel buio si sta
dissolvendo, o si dissolverà in
breve. Lasciati acquietare, e
ricorda che in profondità dentro
di te tu sei solo un testimone,
eternamente silente, cosciente e
immutabile. Ora si sta aprendo
un canale dalla circonferenza di
azione e attività verso quel
centro testimoniante. Ti aiuterà
a diventare distaccato, e una
nuova coscienza solleverà il
velo dai tuoi occhi.
"La mente non potrà mai essere
intelligente-solo la nonmente è
intelligente. Solo la nonmente è
originale ed è radicale. Solo la
nonmente è rivoluzionaria -
rivoluzione in azione. Questa
mente ti dà una sorta di
stupore. Appesantito dal peso
dei ricordi del passato, gravato
dalle proiezioni del futuro,
continui a vivere - al minimo.
Non vivi al massimo. La tua
fiamma resta estremamente fioca.
Allorché inizi a lasciar cadere
i pensieri, la polvere che hai
raccolto in passato, la fiamma
si anima - limpida, chiara, viva
e giovane. Tutta la tua vita
diventa una fiamma, e una fiamma
priva di fumo. Questo è la
coscienza." |
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La carta mostra un piccolo,
fiore selvatico che ha
incontrato sulla sua strada
verso la luce del giorno rocce e
pietre. Circondato da un 'aura
di luce vivida e dorata, il,
fiore manifesta la maestà del
proprio flebilesé. Privo di
vergogna, egli assomiglia
alsolepiù luminoso. Quando ci
troviamo di fronte a una
situazione estremamente
difficile, abbiamo una scelta:
possiamo provare risentimento, e
cercare di trovare qualcuno o
qualcosa da biasimare,
scaricando così la difficoltà,
oppure possiamo fronteggiare la
sfida e crescere. Questo fiore
ci mostra la via, in quanto la
stia passione per la vita lo
conduce fuori dall'oscurità,
nella luce. Non ha senso lottare
contro le sfide della vita,
oppure cercare di evitarle o di
negarle. Esistono, e se il seme
deve diventare il fiore,
dobbiamo passarci attraverso.
Sii coraggioso, in modo da
crescere nel fiore che sei
destinato a essere.
"Il seme non può sapere cosa
accadrà, il seme non ha mai
conosciuto il fiore. E il seme
non può neppure credere di avere
la potenzialità di diventare un
fiore meraviglioso. Il viaggio è
lungo, ed è di gran lunga più
sicuro non affrontarlo mai,
poiché il sentiero è
sconosciuto; nulla è garantito.
Nulla può essere garantito. I
rischi lungo il cammino sono
infiniti, i trabocchetti in cui
cadere moltissimi - e il seme è
al sicuro, nascosto all'interno
del suo duro involucro. Ma il
seme compie degli sforzi, fa
tentativi; lascia cadere il
rigido guscio che rappresenta la
sua sicurezza, inizia a
muoversi. E subito comincia la
lotta: la battaglia col terreno,
con le pietre e le rocce... il
seme era duro, il germoglio sarà
estremamente fragile e i
pericoli saranno immensi. Per il
seme non c'era pericolo, avrebbe
potuto sopravvivere millenni,
mentre per il germoglio i
pericoli sono infiniti. Ma egli
si lancia verso l'ignoto, verso
il sole, la fonte di luce, senza
sapere dove andare, senza sapere
il perché. Pesante è la croce da
portare, ma un sogno possiede il
seme ed egli va avanti. Il
sentiero dell'uomo è simile, è
arduo e richiede molto
coraggio." |
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Quando
vicino a noi non c'è alcun
`altro che abbia rilievo',
possiamo sentirci soli, oppure
godere la libertà che la
solitudine porta con sé. Quando
non troviamo alcun sostegno tra
gli altri per le verità che
percepiamo profondamente dentro
di noi, possiamo sentirci
isolati e amareggiati; oppure
celebrare il fatto che la nostra
visione è salda a sufficienza da
sopravvivere al potentissimo
bisogno umano di essere
approvati dalla famiglia, dagli
amici o dai colleghi. Se in
questo momento ti stai
confrontando con una situazione
simile, sii consapevole di come
scegli di vedere la tua
solitudine e assumiti la
responsabilità per la scelta che
hai fatto.
"Quando sei solo, non sei solo,
ti senti semplicemente isolato -
ed esiste un'incredibile
differenza tra l'essere soli e
il sentirsi isolati. Quando ti
senti isolato, pensi all'altro,
ne senti la mancanza: si tratta
di una condizione negativa. Hai
la sensazione che le cose
andrebbero meglio, se l'altro
fosse presente - un amico, tua
moglie, tua madre, la persona
amata, il marito. Sarebbe meglio
se l'altro fosse presente, ma
l'altro non c'è. Sentirsi
isolati, soli, è frutto
dell'assenza dell'altro. La
solitudine è la presenza di se
stessi: è un fenomeno
estremamente positivo; è una
presenza, una presenza che
straripa. Sei così carico di
presenza che puoi colmarne
l'intero universo, per cui non
hai bisogno di nessuno."
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Il simbolo nella carta è
un'immensa ruota che rappresenta
il tempo, il fato, il karma.
Intorno a questo cerchio che si
muove continuamente ruotano
galassie, e sulla sua
circonferenza compaiono i dodici
segni dello zodiaco. Proprio al
suo interno si vedono gli otto
trigrammi degli l Ching, mentre
un po' più vicino al centro sono
tracciate le quattro direzioni,
ognuna delle quali è illuminata
dall'energia dei fulmini. Il
triangolo ruotante in questo
momento è puntato verso l'alto,
verso il divino, e il simbolo
cinese dello Yin e dello Yang
del maschile e del femminile,
del creativo e del ricettivo,
giace al centro. Spesso è stato
detto che la sola cosa che non
muta nel mondo è il cambiamento
stesso. La vita muta
continuamente, evolve, muore e
rinasce. Tutti gli opposti
giocano una parte in questo
vasto schema circolare. Se ti
aggrappi al margine esterno
della ruota, puoi provare un
senso di vertigine! Muoviti
verso il centro del ciclone e
rilassati, sapendo che anche
questo passerà.
"La vita ripete se stessa
immemore degli eventi - se non
diventi consapevole, continuerà
a ripetersi come una ruota. Ecco
perché i buddhisti la
definiscono 'la ruota della vita
e della morte - la ruota del
tempo'. Gira come una ruota: la
nascita è seguita dalla morte,
la morte è seguita dalla
nascita; l'amore è seguito
dall'odio, l'odio è seguito
dall'amore; il successo è
seguito dal fallimento, il
fallimento è seguito dal
successo. Osservalo
semplicemente! Se riesci a
osservarlo solo per qualche
giorno, vedrai affiorare uno
schema, lo schema di una ruota.
Un giorno, una mattina allegra,
ti senti benissimo e felice,
mentre un altro giorno sei
depresso e così prono alla morte
da iniziare a pensare al
suicidio. Eppure, solo il giorno
prima eri così pieno di vita,
così estatico da sentirti
riconoscente a Dio per essere in
tale stato d'animo di profonda
gratitudine, mentre oggi il
lamento in te sembra infinito e
non vedi il motivo per
continuare a vivere... e passi
da un umore all'altro, ma non
vedi lo schema di fondo. Nel
momento in cui lo vedi, ne puoi
uscire." |
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Il predominare del rosso in
questa carta indica d'acchito
che i temi di fondo sono
l'energia, il potere e la.
forza. Il bagliore iridescente
che scaturisce dal plesso
solare, o centro del potere,
della figura, e la sua
posizione, sono segnali di
esuberanza e determinazione. Noi
tutti, di tanto in tanto,
tocchiamo un punto di
insostenibilità. In quei momenti
ci sembra di dover ,fare
qualcosa, qualsiasi cosa, anche
se in seguito risulterà essere
un errore, per gettar via i pesi
e le costrizioni che ci stanno
limitando. Se non lo facciamo,
essi minacciano di soffocarci e
di storpiare la nostra stessa
energia vitale. Se in questo
momento hai la sensazione di
averne abbastanza, che il troppo
stroppia, concediti di rischiare
lo sconvolgimento dei vecchi
schemi e delle limitazioni che
hanno impedito alla tua energia
di fluire. Nel farlo, ti
stupirai della vitalità e del
potere che questa apertura può
portare alla tua vita.
"La funzione di un Maestro si
riassume in questo: trasformare
un crollo in un'apertura. Lo
psicoterapista si limita a
rimetterti insieme, questa è la
sua funzione; il suo compito non
è trasformarti. Hai bisogno di
una metapsicologia, la
psicologia dei Buddha.
Sperimentare un crollo
consapevolmente è una delle più
grandi avventure nella vita. E
il rischio più grande che ci
sia, poiché non ci sono garanzie
che il crollo diventi
un'apertura. Infatti lo diventa,
ma non sono cose che si possono
garantire. Il tuo caos è
antichissimo; per una infinità
di vite, sei stato nel caos: è
spesso ed è denso, in pratica è
un universo in sé. Pertanto,
quando ci entri, con le tue
fragili capacità, ovviamente è
pericoloso. Ma senza
confrontarsi con questo
pericolo, nessuno si è mai
integrato, nessuno è mai
diventato un individuo,
indivisibile. Lo Zen, o la
meditazione, è il metodo che ti
aiuterà ad attraversare il caos,
a passare attraverso la buia
notte dell'anima, con
equilibrio, disciplina, presenza
attenta. L'alba non è molto
lontana, ma prima che tu la
possa raggiungere, devi
attraversare la buia notte
dell'anima. E ricorda: man mano
che l'alba si avvicina, la notte
diventerà sempre più oscura e
tenebrosa."
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La figura di questa carta è
appena rinata: sta emergendo
dalle sue radici legate al suolo
e sta sviluppando ali per volare
nello sconfinato. Le forme
geometriche intorno al corpo
rivelano le molte dimensioni
della vita che sono
simultaneamente disponibili. Il
quadrato rappresenta il piano
fisico, ciò che è manifesto,
conosciuto. Il cerchio
rappresenta ciò che non è
manifesto, lo spirito, il puro
spazio. E il triangolo
simboleggia la triplice natura
dell'universo: il manifesto, il
non-manifesto, e l'essere umano
che contiene entrambi. In questo
momento hai di fronte
un'opportunità per vedere la
vita in tutte le sue dimensioni,
dagli abissi alle vette.
Coesistono, e quando per
esperienza scopriamo che
oscurità e difficoltà sono
necessarie quanto la luce e la
semplicità, iniziamo ad avere
una prospettiva diversa sul
mondo. Permettendo a tutti i
colori della vita di penetrarci,
diventiamo più integri.
"Quando ti apri all'assoluto,
immediatamente esso si riversa
in te. Non sei più un comune
essere umano - hai trasceso. La
tua intuizione è diventata
l'intuizione dell'intera
esistenza. Ora non sei più
separato- hai trovato le tue
radici. Altrimenti, di solito,
tutti si muovono senza radici,
senza sapere da dove il loro
cuore continua a ricevere
energia, senza sapere chi
continua a respirare in loro,
senza conoscere il nettare
vitale che scorre in loro. Non è
il corpo, non è la mente - è
qualcosa che trascende ogni
dualità, definito `bhagavat' -
il bhagavat nelle dieci
direzioni. Il tuo essere
interiore, allorché si schiude,
come prima cosa sperimenta due
direzioni: l'altezza e la
profondità. Poi, piano piano,
man mano che questa diventa la
tua situazione stabile, inizi a
guardarti intorno, espandendoti
in tutte le altre otto
direzioni. E quando raggiungi il
punto in cui la tua vetta e il
tuo abisso si incontrano, allora
puoi guardarti intorno,
percependo l'estrema
circonferenza dell'universo.
Allora la tua consapevolezza
inizia a dispiegarsi in tutte le
dieci direzioni, ma la via è
stata una sola."
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La figura centrale siede
sopra il vasto fiore del vuoto,
e tiene in mano i simboli della
trasformazione - la spada che
spezza l'illusione, il serpente
che si rinnova uscendo dalla
propria pelle, la catena
spezzata delle illusioni e il
simbolo Yin/Yang della dualità
trascesa. Una delle mani è
posata in grembo, aperta e
ricettiva. L'altra è protesa
verso il basso, e tocca la bocca
di un volto addormentato, a
simbolizzare il silenzio che
insorge quando ci riposiamo. E
tempo per un profondo abbandono.
Permetti a qualsiasi dolore,
tristezza o d difficoltà di
esistere semplicemente,
accettandone la 'fattualità'. La
situazione è molto simile
all'esperienza di Gautama il
Buddha allorché, dopo anni di
ricerca, finalmente rinunciò,
sapendo che non c'era null'altro
che potesse fare. Quella stessa
notte si illuminò. La
trasforrnazione giunge, come la
morte, a tempo debito. E, come
la morte, ti porta da una
dimensione all'altra.
"Nello Zen un Maestro non è un
semplice insegnante. In tutte le
religioni ci sono solo
insegnanti. Ti insegnano materie
che non conosci, e ti chiedono
di credere, poiché non c'è modo
di portare quelle esperienze
nella sfera oggettiva: neppure
l'insegnante le ha conosciute -
ci ha creduto, ed egli trasmette
a qualcun altro il proprio
credo. Lo Zen non è un mondo di
credenti; non si addice a coloro
che hanno fede, bensì a quelle
anime audaci in grado di lasciar
cadere ogni fede, ogni mancanza
di fede, dubbi, ragione, mente,
ed entrare semplicemente nella
loro pura esistenza, priva di
qualsiasi confine. Questo porta
con sé un'incredibile
trasformazione. Pertanto,
lasciatemi dire che, mentre gli
altri sono implicati in
filosofie, lo Zen è immerso in
una metamorfosi, in una
trasformazione. È una vera e
propria alchimia: ti trasforma
da vile metallo in oro. Ma il
suo linguaggio dev'essere
compreso, non con la ragione, né
con la mente intellettuale, ma
con il tuo cuore amorevole.
Oppure, anche limitandosi ad
ascoltare, senza preoccuparsi
del fatto che si tratti o meno
di verità. All'improvviso, viene
un momento in cui vedi ciò che è
sempre stato elusivo in tutta la
tua vita. All'improvviso si
aprono quelle che Buddha chiama
`le ottantaquattromila soglie'."
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L'immagine dell'integrazione
è l'unione mistica, la fusione
degli opposti. Questo è un tempo
di comunicazione tra ciò che in
precedenza è stato sperimentato
come dualità della vita. Anziché
notte opposta al giorno,
oscurità che sopprime la luce,
questi elementi operano insieme
per creare un tutto unificato,
mutando continuamente l'uno
nell'altro, poiché ognuno
contiene, nella sua essenza più
intima, il seme dell'opposto.
Sia l'aquila che il cigno sono
esseri simbolo del volo e di
maestà. L'aquila incarna il
potere e la solitudine. Il cigno
lo spazio e la purezza, nuotando
con grazia e immergendosi al di
sopra e all'interno
dell'elemento delle emozioni,
appagato e completo all'interno
della propria perfezione e
bellezza. Noi siamo l'unione di
aquila e cigno: maschile e
femminile, fuoco e acqua, vita e
morte. La carta
dell'integrazione è il simbolo
dell'autocreazione, di nuova
vita e dell'unione mistica;
conosciuta anche copie alchimia.
"Il conflitto è nell'uomo. Se
non viene risolto lì, non può
esserlo da nessun'altra parte. I
giochi politici sono dentro di
voi, esistono tra le due parti
della mente. Esiste un ponte
fragilissimo; se viene rotto a
causa di un incidente, per
qualche difetto fisiologico, o
per qualche altro motivo, la
persona diventa dissociata,
diventa due persone - e si
verifica il fenomeno della
schizofrenia o della personalità
scissa. Se il ponte è rotto - e
quel ponte è fragilissimo - ti
comporti come fossi due persone.
Al mattino sei amorevole e
gentile, la sera sei furioso,
una personalità totalmente
diversa. Non ti ricordi il
mattino... come potresti?
Un'altra mente era in funzione.
Se questo ponte è rafforzato al
punto che le due menti
scompaiono e diventano una sola,
allora insorge una integrazione,
una cristallizzazione. Ciò che
George Gurdjieff definiva
`cristallizzazione dell'essere'
non è altro che queste due menti
diventate una, l'incontro
all'interno di maschile e
femminile, l'incontro di Yin e
Yang, l'incontro di sinistra e
destra, di logico e illogico, di
Platone e Aristotele."
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La carta richiama un antico
racconto Zen in cui si narra di
un leone, che pensava di essere
una pecora, poiché era stato
allevato dalle pecore. Ma un
giorno, un vecchio leone lo
acchiappò e lo portò in riva a
uno stagno, mostrandogli così il
riflesso del suo volto. Molti di
noi sono come questo leone..
l'immagine che abbiamo di noi
stessi non ci viene dalla nostra
esperienza diretta, ma dalle
opinioni degli altri. Una
personalità' imposta
dall'esterno rimpiazza
l'individualità che avrebbe
potuto crescere dall'interno.
Diventiamo simili a tutte le
altre pecore del gregge,
incapaci di muoverci
liberamente, e inconsapevoli
della nostra vera identità. È
tempo di dare uno sguardo al
riflesso del proprio volto nello
stagno, e di fare un passo per
spezzare qualsiasi cosa tu sia
stato condizionato dagli altri a
credere di te stesso. Danza,
corri, scuotiti, emetti parole
senza senso -fai qualsiasi cosa
ritieni necessaria per svegliare
il leone che dorme dentro di te.
"Se non lasci cadere la tua
personalità, non riuscirai a
trovare la tua individualità.
L'individualità è data
dall'esistenza; la personalità è
imposta dalla società, è un
meccanismo sociale. La società
non può tollerare
l'individualità, perché nessun
individuo sarà mai succube come
una pecora. L'individualità ha
la qualità del leone, il leone
si muove da solo. Le pecore
vivono sempre nella folla,
sperando che lo stare nella
folla faccia sentire al
calduccio. Stare in una folla fa
sentire protetti, al sicuro. Se
qualcuno attacca, in una folla è
possibilissimo salvare se
stessi. Ma da soli? Solo i leoni
si muovono in solitudine. Ognuno
di voi è nato leone, ma la
società continua a
condizionarvi, a programmare la
vostra mente in funzione
dell'essere una pecora. Vi dà
una personalità, una personalità
rassicurante, gentile,
manierata, obbediente. La
società vuole schiavi, non
persone saldamente devote alla
libertà. E vuole schiavi perché
tutti gli interessi
istituzionali richiedono
obbedienza."
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La carta mostra una torre che
viene bruciata, distrutta,
annientata. Un uomo e una donna
si stanno lanciando non perché
lo vogliano, ma perché non hanno
scelta. Sullo sfondo si vede una
figura trasparente, in
meditazione: rappresenta la
consapevolezza testimoniante. In
questo momento potresti sentirti
alquanto scombussolato, come se
ti mancasse il terreno sotto i
piedi. Il tuo senso di sicurezza
è stato sfidato, e la tendenza
naturale è cercare di
aggrapparsi a qualsiasi cosa. Ma
questo terremoto interiore è
necessario e importantissimo -
se lasci che accada, emergerai
dalle macerie più forte e
disponibile a nuove esperienze.
Dopo il fuoco, la terra è più
compatta; dopo la tempesta,
l'aria è limpida. Cerca di
osservare la distruzione con
distacco, quasi accadesse a
qualcun altro. Di' di sì al
processo, andandogli incontro...
"Ciò che la meditazione fa
lentamente... un urlo del
Maestro, inaspettatamente, in
una situazione in cui il
discepolo sta ponendo una
domanda, e all'improvviso il
Maestro balza in piedi e urla, o
picchia il discepolo, o lo butta
fuori dalla porta, o gli salta
addosso... questi metodi non
erano mai stati usati. Furono
frutto del puro genio creativo
di Ma Tzu, ed egli fece
illuminare moltissime persone. A
volte sembra così ridicolo:
getta fuori dalla finestra di
una casa a due piani un uomo,
venuto a chiedere su cosa
meditare. E non solo Ma Tzu lo
getta fuori dalla finestra,
salta dopo di lui, gli cade
addosso, si siede sul suo petto
e gli chiede: `Hai capito?!' E
il poveretto risponde: `Sì',
perché se dicesse di no potrebbe
tornare a picchiarlo o chissà
cos'altro farebbe. Gli basta: ha
il corpo fratturato, e Ma Tzu,
seduto sul petto gli chiede:
'Hai capito?!' E di fatto
quell'uomo ha compreso: è stato
tutto così improvviso,
istantaneo - non se lo sarebbe
mai immaginato."
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Il silenzio simile alla
ricettività di uno specchio di
una notte colma di stelle, in
cui splende la luna piena, è
riflesso nel lago brumoso al di
sotto. Il volto che si staglia
nel cielo è in profonda
meditazione: una dea della notte
che dona profondità, pace e
comprensione. Questo è un tempo
estremamente prezioso. Ti sarà
facile riposarti all'interno,
scandagliare le profondità del
tuo silenzio interiore là dove
incontra il silenzio
dell'universo. Non c'è nulla da,
fare, nessun luogo dove andare,
e la qualità del tuo silenzio
interiore permea ogni cosa che
fai. Forse questo farà sentire a
disagio le persone, tanto
abituate al clamore e
all'infuriare del mondo Non
preoccuparti; cerca coloro in
grado di risuonare col tuo
silenzio, oppure godi la tua
solitudine. Questo è il tempo di
tornare a casa, a te stesso. La
comprensione e le intuizioni che
ti giungono in questi momenti si
manifesteranno in seguito, in
una fase più estroversa della
tua vita.
"L'energia del Tutto ha preso
possesso di te. Sei posseduto,
non sei più, il Tutto è. In
questo momento, mentre il
silenzio penetra in te, ne puoi
comprendere il significato,
poiché è lo stesso silenzio
sperimentato da Gautama il
Buddha. È lo stesso silenzio di
Chuang Tzu o Bodhidharma o
Nansen... il sapore del silenzio
è lo stesso. Il tempo muta, il
mondo continua a cambiare, ma
l'esperienza del silenzio, la
sua gioia, resta la stessa.
Quella è la sola cosa su cui
puoi fare affidamento, la sola
cosa che non muore mai. E la
sola cosa che puoi definire il
tuo stesso essere." |
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Le mani dell'esistenza
assumono la forma dei genitali.
femminili, l'apertura della
madre cosmica, rivelando
all'interno una miriade di
immagini, volti di altre epoche.
Potrebbe essere divertente
fantasticare su vite passate
famose, ma è solo una
distrazione. Ciò che conta
veramente è vedere e comprendere
gli schemi karmici delle nostre
vite, e il loro aver radici un
un ciclo ripetitivo e senza fine
che ci intrappola un un
comportamento inconscio. Le due
lucertole arcobaleno poste
lateralmente rappresentano ciò
che su conosce e ciò che non su
conosce: sono u custodi
dell'inconscio, e su accertano
che noi su sua pronti per una
visione, altrimenti
sconvolgente. Un'intuizione
nell'eternità della nostra
esistenza è un dono, e
comprendere la funzione del
karma nelle nostre vite non è
qualcosa che su possa cogliere
un base a uno sforzo di volontà.
Questo è un invito al risveglio:
gli eventi della tua vita
cercano di mostrarti uno schema
di comportamento antico conte il
viaggio della tua anima.
"Il bambino può diventare
consapevole solo se nella sua
vita precedente ha meditato a
sufficienza; solo se ha creato
sufficiente energia meditativa
per lottare con l'oscurità che
la morte porta con sé. Ci si
perde semplicemente in un oblio,
poi d'acchito ci si trova in un
nuovo ventre e si dimentica
completamente il vecchio corpo.
Esiste uno stacco: questa
oscurità, questa incoscienza
crea la discontinuità. L'Oriente
ha operato strenuamente per
penetrare queste barriere; e
diecimila anni di lavoro non
sono stati vani. Chiunque può
penetrare la vita o le vite
passate. Ma per farlo dovrai
scendere in profondità nella tua
meditazione, per due ragioni: se
non scendi in profondità, non
puoi scoprire la soglia su
un'altra vita; in secondo luogo,
devi essere in profonda
meditazione perché, se scopri la
soglia di un'altra vita, la tua
mente verrà inondata da una
marea di eventi. E già
abbastanza arduo sostenere una
sola vita..." |
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Il vecchio raffigurato un
questa carta irradia nel mondo
un diletto di bimbo. È
circondato da una sensazione di
grazia, quasi fosse a casa, un
pace con se stesso e con ciò che
la vita gli ha portato. Il
vecchio sembra avere una
comunicazione divertente con la
mantide religiosa posata sul suo
dito, quasi fossero due vecchi
amici. I fiori rosa che piovono
a cascata intorno a lui indicano
un tempo di abbandono,
rilassamento e dolcezza. Sono
una risposta alla sua presenza,
un riflesso delle sue qualità.
L'innocenza frutto di una
profonda esperienza della vita è
simile a un bambino, ma non è
infantile. L'innocenza del
bambino è bella, ma è ignorante.
Verrà sostituita dalla sfiducia
e dal dubbio man mano che il
bambino crescerà e apprenderà
che il mondo può essere un luogo
pericoloso e minaccioso. Ma
l'innocenza di una vita vissuta
un pienezza ha una qualità di
saggezza e accettazione della
meraviglia della vita un
continuo mutamento.
"Lo Zen afferma che, se lasci
cadere il sapere - e nel sapere
è inclusa ogni cosa: il tuo
nome, la tua identità, tutto
quanto, poiché queste cose ti
sono state date dagli altri - se
lasci cadere tutto ciò che gli
altri ti hanno attribuito,
acquisirai nel tuo essere una
qualità totalmente diversa:
l'innocenza. Questa sarà una
crocefissione della persona,
della personalità, e avverrà una
resurrezione della tua
innocenza: di nuovo tornerai a
essere un bambino, rinato."
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La farfalla di questa carta
rappresenta l'esterno, ciò che
su muove continuamente e che non
è reale, bensì illusorio. Dietro
la, farfalla si trova il volto
della consapevolezza, che guarda
all'interno ciò che è eterno. Lo
spazio tra u due occhi su è
aperto, rivelando il loto del
manifestarsi dello spirito e il
sole nascente della
consapevolezza. Tramite il
sorgere del sole interiore,
nasce la meditazione. La carta
ci ricorda di non cercare
all'esterno ciò che è reale,
bensì di guardare all'interno.
Quando mettiamo a fuoco le cose
esteriori, troppo spesso veniamo
intrappolati in giudizi - questo
è bene, questo è male, voglio
questo, non voglio quello.
Questi giudizi ci tengono
intrappolati nelle nostre
illusioni, nel nostro sonno,
nelle nostre vecchie abitudini e
nei nostri schemi di
comportamento. Lascia cadere la
tua mente gravata da opinioni e
muoviti all'interno. Là ti
potrai rilassare nella tua
verità più profonda, dove è già
nota la differenza tra i sogni e
il Reale.
"Questa è la sola distinzione
tra il sogno e il Reale: la
realtà ti permette di dubitare,
mentre il sogno non ti permette
di dubitare... A mio avviso, la
capacità di dubitare è una delle
benedizioni più grandi del
genere umano. Le religioni gli
sono nemiche perché hanno
tagliato le radici stesse del
dubbio, e c'è una ragione ben
precisa per cui lo hanno fatto:
esse vogliono che la gente creda
in certe illusioni da loro
insegnate... Come mai persone
come Gautama il Buddha hanno
insistito tanto nel dire che
l'intera esistenza - fatta
eccezione per il tuo Sé
testimoniante e per la tua
consapevolezza - è puramente
effimera, composta della stessa
sostanza di cui sono fatti i
sogni? Non si vuol dire che
questi alberi non esistano, né
che non esistono queste colonne;
non fraintendere a causa del
termine `illusione'... è stato
tradotto come illusione, ma non
è la parola giusta. L'illusione
non esiste, la realtà esiste,
maya è esattamente nel mezzo - è
quasi esistente. Per ciò che
riguarda le azioni quotidiane,
può essere presa come realtà.
Solo in senso assoluto, dalla
vetta della tua illuminazione,
diventa irreale, illusoria."
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Nella figura l'ultimo pezzo
di un puzzle viene messo al suo
posto, in corrispondenza del
terzo occhio, il luogo della
percezione interiore. Perfino
nel perennemente mutevole flusso
della vita ci sono momenti in
cui giungiamo al completamento.
In questi momenti siamo in grado
di percepire l'intera figura, la
somma di tutti i piccoli
frammenti che hanno occupato la
nostra attenzione tanto a lungo.
Allorché lo schema si completa,
possiamo essere disperati perché
non vogliamo che la situazione
giunga a una fine, oppure
possiamo essere riconoscenti ed
accettare il fatto che la vita
sia colma di molte fini e di
nuovi inizi. Qualsiasi cosa
abbia assorbito il tuo tempo e
la tua energia, ora sta
giungendo alla, fine. Nel
completarla, ripulirai lo spazio
perché inizi qualcosa di nuovo.
Usa questo intervallo per
celebrare entrambe le cose: la
fine del vecchio e il giungere
del nuovo.
"Questa è la via dello Zen, non
dare mai un senso di compiuto.
Lo si deve comprendere: è una
metodologia importantissima. Non
dire tutto, significa dare
all'ascoltatore un'opportunità
per completare ciò che si è
detto. Tutte le risposte sono
incomplete. Il Maestro ti ha
dato soltanto una direzione...
quando avrai raggiunto il limite
della sua risposta, saprai ciò
che resta. In questo modo, se
qualcuno cercherà di comprendere
lo Zen intellettualmente,
fallirà. Non si tratta di una
risposta alla domanda, ma
qualcosa di più della risposta.
Indica la realtà stessa... la
natura di buddha non è qualcosa
di remoto - la tua stessa
consapevolezza è la natura di
buddha. E la tua consapevolezza
può testimoniare le cose che
compongono il mondo. Il mondo
finirà, ma lo specchio rimarrà,
e rifletterà il nulla."
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Nello Zen il Maestro non è
un maestro stigli altri, ma un
Maestro di se stesso. Ogni suo
gesto e ogni sua parola riflette
il suo essere illuminato. Egli
non ha mete private, nessun
desiderio che le cose debbano
essere altrimenti di come sono.
I suoi discepoli si raccolgono
intorno a lui non per seguirlo,
ma per assorbire la sua presenza
ed essere ispirati dal suo
esempio. Nei suoi occhi essi
vedono riflessa la loro stessa
verità, e nel suo silenzio essi
si immergono più facilmente nel
silenzio del loro stesso essere.
Il Maestro accoglie i discepoli
non perché li vuole guidare, ma
perché ha Un'immensità da
condividere. Insieme, essi
creano un campo di energia che
sostiene l'unicità di ogni
individuo affinché trovi la
propria luce. Se riesci a
trovare un Maestro simile, sei
benedetto. Se non ci riesci,
continua a cercare. Impara dagli
insegnanti, e dai cosiddetti
maestri, e procedi. `Charaiveti,
charaiveti, 'dice Gautama il
Buddha, 'Continua ad andare
avanti'. "
"I Maestri non insegnano la
verità; non c'è modo di
insegnarla. È una trasmissione
che trascende i testi sacri, le
parole. È una trasmissione. È
energia che provoca l'energia
dentro di te. È una sorta di
sincronicità... Devi avvicinarti
al Maestro con profondo amore,
con immensa fiducia, con un
cuore aperto. Tu non sei
consapevole di chi sei; lui è
consapevole di chi è, ed è
consapevole di chi sei tu. Si
può dire che il bruco sia
inconsapevole della sua
possibilità di diventare una
farfalla... voi siete bruchi -
bodhisattva. Tutti i bruchi sono
bodhisattva e tutti i
bodhisattva sono bruchi.
Bodhisattva è qualcuno che può
diventare una farfalla, può
diventare un buddha: è un buddha
in forma di seme, in essenza...
La relazione Maestro/discepolo è
una relazione tra un bruco e una
farfalla, l'amicizia tra un
bruco e una farfalla. La
farfalla non può dimostrare al
bruco che può diventare una
farfalla, non esiste via logica.
Ma la farfalla può provocare nel
bruco un'anelito - certo, questo
è possibile."
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"Mai nato - Mai morto - Ha solo
visitato il pianeta Terra
tra l' 11 dicembre 1931 e il 19 gennaio
1990"
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Con queste parole immortali, Osho detta il
suo epitaffio e allo stesso tempo elimina la
necessità di una biografia. Dopo aver
cancellato il suo nome, accetta alla fine il
termine "Osho" spiegando che esso deriva da
"oceanico", come lo usa William James. "Non
è il mio nome" afferma, "è un suono di
guarigione".
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Se hai domande scrivi pure una
e-mail indicando come oggetto: "Percorsi
di Consapevolezza con Osho", clicca
sull'Om:

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