IN INDIA QUANDO DUE PERSONE SI INCONTRANO GIUNGONO

LE MANI E DICONO “NAMASTE” CHE SIGNIFICA:
“Io onoro in te il luogo dove risiede l’intero universo.

Se tu sei in quel luogo in te, ed io sono in quel luogo in me, noi siamo una cosa sola.”

 

 

Namasté è un saluto originario della zona di India e Nepal e può essere utilizzato sia quando ci si incontra che quando ci si lascia.

Viene di solito accompagnato dal gesto di congiungere le mani, unendo i palmi con le dita rivolte verso l'alto, e tenendole all'altezza del petto, del mento o della fronte, facendo al contempo un leggero inchino col capo. Nella cultura indiana, questo gesto è un mudra, un gesto simbolico utilizzato anche nello yoga.
La parola Namasté letteralmente significa "mi inchino a te", e deriva dal sanscrito: namas (inchinarsi, salutare con reverenza) e ti (a te).

A questa parola è però implicitamente associata una valenza spirituale, per cui essa può essere tradotta in modo più completo come saluto (mi inchino a) le qualità divine che sono in te. Unita al gesto di unire le mani e chinare il capo, potrebbe essere resa con: unisco il mio corpo e la mente, concentrandomi sul mio potenziale divino, e mi inchino allo stesso potenziale che è in te. In sostanza, dunque, il significato ultimo del saluto è quello di riconoscere la sacralità di ognuno di noi.

 

 

 

 

 


 

 

I Tarocchi Zen di Osho,  non sono un mazzo tradizionale, nel senso comunemente dato ai Tarocchi di prevedere il Destino.
Il momento presente viene riflesso: l'immagine offre un preciso e limpido quadro di ciò che è, qui e ora, senza giudizio nè confronto.

E' un invito al risveglio, un richiamo a sintonizzarsi con la sensibilità, l'intuizione, la compassione, la ricettività, il coraggio e l'individualità.
Una nuova CONSAPEVOLEZZA!

Un viaggio di ricerca e scoperta, un nuovo percorso proteso alla suprema trascendenza di tutto ciò che lo caratterizza e lo contraddistingue.
Cammina leggera, assaporando ogni passo lungo il sentiero...impara dai tuoi errori e non potrai mai perderti.
Ovviamente puoi chiedere ai Tarocchi Zen di Osho qualsiasi cosa, sebbene di fatto si tratti di uno strumento per mettere a nudo ciò che si è già. Un riflesso diretto di ciò che a volte non sei in grado, o non vuoi, riconoscere nel momento presente.
D'altro canto, è solo grazie all'ammettere (senza giudizio di giusto o sbagliato), partendo da una prospettiva distaccata, lo stato di fatto delle cose che si può iniziare a sperimentare in pienezza le proprie altezze e i propri abissi - tutti i colori dell'arcobaleno del proprio essere.
- Quando stai per porre una domanda, visualizza questo metodo come un ricettacolo in cui riversi tutte le tue energie.
- Respira, usa la respirazione per allontanare dalla mente ogni possibile divagazione e per centrarti in te.
- Osserva semplicemente il respiro, mentre esce ed entra.
- Raccogliti in te, immergiti quanto più possibile nel silenzio, concentrandoti nei gesti che compi.
- Più riuscirai a percepire l'intero processo come un dono per la tua crescita individuale, maggiore sarà il

  messaggio che le carte ti trasmetteranno, in termini di intensità e di profondità.

 

 

Namastè

 

 

 

 

 

I Tarocchi di Osho sono gli unici che ti indicano la strada giusta per raggiungere la tua felicità a partire dal momento presente.

Gli ARCANI MAGGIORI presenti nel mazzo sono 22, numerati da 0 a XXI, e rappresentano i temi archetipi, cuore del viaggio spirituale dell'essere umano. La carta del Maestro, poiché simbolizza la trascendenza, non ha numero.
Allorché nella lettura compare un Arcano Maggiore, esso ha un significato speciale che è al di sopra e va oltre le carte degli Arcani Minori. Infatti, ci dice che le nostre circostanze attuali ci stanno offrendo l'occasione di esaminare uno dei temi chiave del nostro viaggio spirituale, in quanto individui.

Sarà di particolare aiuto esaminare le altre carte, riferendole a questo tema centrale - ad esempio:

"Cosa mi comunica il fatto che ho lavorato troppo (esaurimento) rispetto al mio bisogno di autoespressione (creatività)? Sto forse frustrando il mio procedere nel viaggio verso la creatività, mettendo tutte le mie energie nel far funzionare il mio 'meccanismo'?"
Se nella lettura non sono presenti Arcani Maggiori, è possibile che la situazione attuale sia una sottotrama di transizione all'interno di un gioco più ampio nella tua vita.
Questo non significa che non abbia importanza, o che ti debba sentire sciocco per esserne fortemente colpito; semplicemente, l'assenza di Arcani Maggiori può essere fonte di rassicurazione, in quanto "anche questo passerà",e più tardi potresti facilmente stupirti per lo scompiglio che questa situazione ti ha provocato, in quanto del tutto fuori luogo.

Infine, se nella lettura sono presenti numerosi, o se ci sono soltanto Arcani Maggiori, può essere un segnale che si sta verificando un mutamento di grande portata degli ambienti e dei personaggi nel gioco della tua vita. Infatti, ci sono momenti in cui l'abbondanza di Arcani Maggiori è così travolgente che si vorrebbe sceglierne solo uno - quello che colpisce per il messaggio più chiaro e diretto - e tenerlo come nucleo centrale di una nuova lettura che aiuti a comprendere con che cosa ci si sta confrontando.

 

Attimo per attimo, e a ogni passo, il matto si lascia il passato alle spalle. Egli porta con sé null'altro che la propria purezza, la propria innocenza e la propria fiducia, simbolizzate dalle rose bianche che ha in mano. Lo schema del suo abito è composto dai colori di tutti e quattro gli elementi dei tarocchi, per indicare che egli è in armonia con tutto ciò che lo circonda. La sua intuizione. funziona al sommo delle sue capacità. In questo momento il matto ha il sostegno dell'universo per fare questo balzo nell'ignoto. Nel fiume della vita lo attendono avventure. La carta vuole indicare questo: se hai fiducia nella tua intuizione qui e ora, se ti fidi della tua sensazione su ciò che è giusto, non puoi sbagliare. Le tue azioni possono sembrare 'sciocche' agli altri, o perfino a te, se cerchi di analizzarle con la mente razionale. Ma lo zero che il matto occupa all'interno della numerazione è il numero che non ha numero, in cui la fiducia e l'innocenza sono le guide, e non lo scetticismo o le esperienze fatte in passato.

"Un matto è qualcuno che continua ad aver fiducia; un matto continua a fidarsi in contrasto con tutte le sue esperienze. Tu lo inganni, e lui ha fiducia in te; tu torni a ingannarlo, e lui si fida di te; di nuovo lo inganni, e lui si fida. A quel punto dirai che quella persona è matta, non impara nulla. La sua fiducia è incredibile; la sua fiducia è così pura che nessuno la può corrompere. Sii un matto nel senso maoista o Zen. Non cercare di creare intorno a te un muro di sapere. Qualsiasi esperienza ti coinvolga, lascia che accada, poi lasciala andare. Continua senza posa a ripulire la mente; continua a morire al passato, in modo da restare nel presente, nel qui e ora, come se fossi appena nato, un infante. All'inizio sarà difficilissimo. Il mondo inizierà ad abusare di te... lascia che accada. Quelle persone sono dei poveretti: anche se vieni ingannato e imbrogliato e derubato, lascia che accada, poiché ciò che realmente ti appartiene non ti può essere portato via, ciò che veramente è tuo non ti può essere rubato. E ogni volta che non permetti alle situazioni di corromperti, quella opportunità diventa un'integrazione interiore. La tua anima diventerà più cristallizzata."

La figura nuda siede sulla foglia di loto della perfezione e fissa la bellezza del cielo stellato. Ella sa che 'la casa' non è un luogo fisico nel mondo esterno, ma una qualità interiore di rilassamento e accettazione. Le stelle, le pietre, gli alberi, i fiori, i pesci e gli uccelli sono tutti nostri fratelli e sorelle nella danza della vita. Noi esseri umani tendiamo a dimenticarlo, poiché inseguiamo i nostri scopi personali e privati e crediamo di dover lottare per ottenere ciò di cui abbiamo bisogno. Ma in ultima analisi il nostro senso di separatezza è solo un'illusione fabbricata dalle piccole preoccupazioni della mente. Ora è tempo di guardare se permetti a te stesso di ricevere lo straordinario dono di sentirti 'a casa', ovunque ti trovi. Se è così, assicurati di concederti tempo per assaporarlo, in modo che possa sedimentare in te ancor più profondamente e accompagnarti sempre. Se invece hai la sensazione che il mondo esiste per sopraffarti, è tempo di fare una pausa. Questa notte esci, e guarda le stelle.

"Non esisti in quanto frutto del caso. L'esistenza ha bisogno di te. Senza di te nell'esistenza mancherebbe qualcosa e nessuno potrebbe sostituirla. Questo ti dà dignità, il fatto che l'intera esistenza sentirà la tua mancanza. Le stelle e il sole e la luna, gli alberi e gli uccelli e la terra - ogni cosa, nell'intero universo, sentirà che un angolino è vuoto, e nessuno lo può colmare, fatta eccezione per te. Questo ti dà una gioia e un appagamento immensi, poiché senti di essere in relazione con l'esistenza, ed essa si prende cura di te. Allorché sarai limpido e ripulito, vedrai riversarsi in te da tutte le dimensioni un amore sconfinato."

La voce interiore non parla usando parole, bensì il linguaggio senza parole del cuore. Essa è simile a un oracolo che dice solo la verità. Se avesse un volto, assomiglierebbe a quello che vedi al centro di questa carta: attento, presente, all'erta, e in grado di accettare sia l'oscurità che la luce, simbolizzate dalle due mani che tengono il cristallo. Il cristallo stesso rappresenta la chiarezza che proviene dalla trascendenza di tutte le dualità. La voce interiore può anche essere giocosa, poiché si immerge profondamente nelle emozioni e torna a emergere per librarsi in volo verso il cielo, come fanno i due delfini che danzano nelle acque della vita. Ed essa è connessa con il cosmo attraverso la luna crescente che la incorona, e con la terra, rappresentata dalle foglie verdi del chimono. Nella nostra vita ci sono momenti in cui un numero eccessivo di voci sembra tirarci da una parte e dall'altra. La nostra confusione in simili situazioni è un monito a ricercare il silenzio e a centrarci interiormente. Solo così possiamo sentire la nostra verità.

"Se hai trovato la verità dentro di te non c'è null'altro, in questa intera esistenza, da trovare. La verità opera attraverso di te. Quando apri gli occhi, è la verità che apre i suoi occhi. Quando li chiudi, è la verità che chiude i suoi occhi. Questa è una meditazione potentissima. Se riesci a comprendere questo semplice trucco, non devi fare nulla: qualsiasi cosa farai viene fatta dalla verità. Cammini, è la verità; dormi, è la verità che riposa; parli, è la verità che parla; sei in silenzio, è la verità che è in silenzio. È una delle tecniche di meditazione più semplici. Pian piano tutto si acquieta grazie a questa formula elementare, e alla fine la tecnica non è più necessaria. Quando sei guarito, getti via la meditazione, getti via la medicina. A quel punto vivi in quanto verità - vivo, radiante, appagato, estatico, un vero inno alla vita! Tutta la tua esistenza diventa una preghiera non espressa a parole; oppure, è meglio dire una devozione, una grazia, una bellezza che non appartiene al nostro mondo terreno, un raggio di luce che proviene dall'aldilà e si irradia nell'oscurità del nostro mondo."

Dall'alchimia del fuoco e dell'acqua che la sottendono alla luce divina che penetra dall'alto, questa figura è letteralmente posseduta dalla forza creativa. In verità l'esperienza della creatività è un ingresso nel mistero. Tecnica, abilità e sapere so n o solo strumenti; la chiave sta nell'abbandonarsi all'energia che dà nutrimento alla nascita di tutte le cose. Questa energia non ha forma né struttura, tuttavia da lei scaturiscono tutte le forme e le strutture. Non fa alcuna differenza quale forma assuma la tua creatività - può essere dipingere o cantare, fare giardinaggio o cucinare. La cosa importante è essere aperto a ciò che attraverso di te si vuole esprimere. Ricorda che noi non possediamo le nostre creazioni: esse non ci appartengono. La vera creatività sorge dall'unione con il divino, con il mistico e l'inconoscibile. In questo caso è sia una gioia per colui che crea, sia una benedizione per gli altri.

"La creatività è la qualità che tu immetti in ciò che stai facendo. È un'attitudine, un approccio interiore - il modo in cui guardi le cose... non tutti possono essere un pittore, né è necessario. Se tutti lo fossero, il mondo sarebbe orribile; sarebbe difficile vivere. E non tutti possono essere un ballerino, né è necessario. Ma tutti possono essere creativi. Qualsiasi cosa fai, se la fai con gioia, con amore, se il tuo agire non è solo frutto di calcolo economico, allora è creativa. Se dentro di te hai qualcosa che cresce da questo spazio, e se tifa crescere, è spirituale, è creativa, è divina. Diventi più divino man mano che diventi più creativo. Tutte le religioni del mondo hanno detto che Dio è il creatore. Io non so se lo sia oppure no, ma una cosa la so: più diventi creativo, più diventi divino. Quando la tua creatività giunge al culmine, quando tutta la tua esistenza diventa creativa, vivi in Dio. Pertanto, egli deve essere il creatore, visto che le persone creative sono sempre state le più vicine a lui. Ama ciò che fai, sii meditativo mentre lo fai-di qualsiasi cosa si tratti!" 

La figura potente e autorevole di questa carta è evidentemente padrona del proprio destino. Sulle spalle ha un emblema del sole, e la torcia che tiene nella mano destra simboleggia la luce della sua verità, conseguita grazie a fatiche immani. Che sia ricco o povero, il ribelle è un vero imperatore, poiché ha spezzato le catene dei condizionamenti e delle opinioni della società repressiva. Egli ha dato forma a se stesso, abbracciando tutti i colori dell'arcobaleno, emergendo dall'oscurità e dalle radici infornai del suo passato inconsapevole e sviluppando ali con cui volare alto nel cielo. Il suo stesso modo di essere è ribelle - non perché lotti contro qualcuno o qualcosa, ma perché ha scoperto la propria vera natura ed è determinato a vivere in base a essa. L 'aquila è il suo spirito animale, un messaggero tra la terra e il cielo. Il ribelle ti sfida a essere coraggioso a sufficienza per assumerti la responsabilità di ciò che sei e per vivere in funzione della tua verità.

"La gente ha paura, una paura terribile di coloro che conoscono se stessi. Quegli esseri hanno un potere ben preciso, un'aura e un magnetismo, un carisma in grado di sradicare i giovani e coloro che sono vivi dalla prigione delle tradizioni... L'illuminato non può essere ridotto in schiavitù - questa è la difficoltà - e non può essere imprigionato... ogni genio che abbia conosciuto qualcosa della sfera interiore, sarà inevitabilmente qualcosa che è difficile assimilare; sarà una forza che crea scompiglio. E le masse non vogliono essere disturbate, anche se vivono nell'infelicità; sono miserabili, ma ci hanno fatto l'abitudine. E chiunque non sia infelice sembra un estraneo. L'illuminato è lo straniero per eccellenza nel mondo: non sembra appartenere a nessuno. Nessuna organizzazione lo confina, nessuna comunità, nessuna società, nessuna nazione."

Essere sospesi nel vuoto può terrorizzare oppure disorientare. Nulla a cui aggrapparsi, nessun senso di orientamento, non un solo segnale di quali scelte o possibilità si possano trovare davanti a noi. Ma proprio questo stato di pura potenzialità esisteva prima della creazione dell'universo. Ora tutto ciò che puoi fare è rilassarti in questo nulla... cadi in questo silenzio tra le parole... osserva questo vuoto che esiste tra il respiro che entra e quello che esce. E fai tesoro di ogni istante di vuoto che l'esperienza ti dona. Sta per nascere qualcosa di sacro.

"Buddha ha scelto una delle parole con maggior potenziale-shunyata. Il termine inglese equivalente, 'il nulla', non è altrettanto bello. Ecco perché vorrei tradurlo come 'nessuna-cosa': perché il nulla non è semplice nulla, è tutto. Vibra di ogni possibilità. E potenziale, potenzialità assoluta. Ancora non è manifesto, ma contiene ogni cosa. All'inizio è la natura, alla fine è la natura, perché dunque fare tanto chiasso nel mezzo? Perché preoccuparsi tanto, essere così ansiosi, così ambiziosi nel mezzo - perché creare tanta disperazione? L'intero viaggio si stende dal nulla al nulla."

 

Ciò che noi chiamiamo amore in realtà è un intero spettro della relazione, che si estende dalla terra al cielo. Al livello più terreno, l'amore è attrazione sessuale. Molti di noi restano bloccati lì, poiché il nostro condizionamento ha gravato la nostra sessualità con ogni sorta di aspettative e repressioni. In verità, il problema' più grande rispetto all'amore sessuale è che l'amore non dura mai. Solo se accettiamo questo fatto, possiamo poi celebrarlo veramente per ciò che è - accoglierne l'accadere, e dirgli addio con gratitudine allorché non c'è più. E in seguito, man mano che maturiamo, possiamo iniziare a sperimentare l'amore che esiste oltre la sessualità e rispettare l'individualità unica dell'altro. Allora si inizia a comprendere che il nostro partner spesso funziona come uno specchio, egli riflette aspetti non visti del nostro sé più profondo e ci sostiene affinché diventiamo integri. Questo amore è fondato sulla libertà, non sulle aspettative o i bisogni. Le sue ali ci fanno volare sempre più in alto verso l'amore universale che sperimenta il Tutto come un'unità.

"Occorre prender nota di queste tre cose: l'amore più basso è sesso - è fisico - e l'amore più elevato e raffinato è compassione. Il sesso è al di sotto dell'amore, la compassione ne è al di sopra; l'amore è esattamente nel mezzo. Pochissime persone conoscono cos'è l'amore. Il novantanove per cento delle persone, sfortunatamente, considerano amore la sessualità - non lo è. La sessualità è estremamente animale, di certo possiede la potenzialità di crescere e diventare amore, ma non è vero amore, è solo un potenziale... Se diventi consapevole, attento, meditativo, allora il sesso può essere trasformato in amore. E se il tuo essere meditativo diviene totale, assoluto, l'amore può essere trasformato in compassione. Il sesso è il seme, l'amore è il fiore, la compassione è la fragranza. Buddha ha definito la compassione come `amore più meditazione'. Quando il tuo amore non è solo un desiderio dell'altro, quando il tuo amore non è solo un seme, quando è una condivisione, quando il tuo amore non è l'amore di un mendicante, bensì di un imperatore, quando il tuo amore non chiede qualcosa in cambio, ma è pronto solo a dare - a dare per la pura gioia di dare - allora aggiungici la meditazione e si sprigionerà la pura fragranza. Quella è compassione; la compassione è il fenomeno più elevato che ci sia."

Il velo dell'illusione, o maya, che ti ha impedito di percepire la realtà così com'è, inizia a consumarsi. Il fuoco non è il calore incandescente della passione, ma la fiamma quieta della coscienza. Man mano che essa incenerisce il velo, affiora il volto di un buddha estremamente delicato e simile a un bimbo. La coscienza che sta crescendo in te in questo momento non è frutto di alcun fare' consapevole, né devi lottare per far accadere qualcosa. Ora qualsiasi sensazione puoi aver avuto di brancolare nel buio si sta dissolvendo, o si dissolverà in breve. Lasciati acquietare, e ricorda che in profondità dentro di te tu sei solo un testimone, eternamente silente, cosciente e immutabile. Ora si sta aprendo un canale dalla circonferenza di azione e attività verso quel centro testimoniante. Ti aiuterà a diventare distaccato, e una nuova coscienza solleverà il velo dai tuoi occhi.

"La mente non potrà mai essere intelligente-solo la nonmente è intelligente. Solo la nonmente è originale ed è radicale. Solo la nonmente è rivoluzionaria - rivoluzione in azione. Questa mente ti dà una sorta di stupore. Appesantito dal peso dei ricordi del passato, gravato dalle proiezioni del futuro, continui a vivere - al minimo. Non vivi al massimo. La tua fiamma resta estremamente fioca. Allorché inizi a lasciar cadere i pensieri, la polvere che hai raccolto in passato, la fiamma si anima - limpida, chiara, viva e giovane. Tutta la tua vita diventa una fiamma, e una fiamma priva di fumo. Questo è la coscienza."

La carta mostra un piccolo, fiore selvatico che ha incontrato sulla sua strada verso la luce del giorno rocce e pietre. Circondato da un 'aura di luce vivida e dorata, il, fiore manifesta la maestà del proprio flebilesé. Privo di vergogna, egli assomiglia alsolepiù luminoso. Quando ci troviamo di fronte a una situazione estremamente difficile, abbiamo una scelta: possiamo provare risentimento, e cercare di trovare qualcuno o qualcosa da biasimare, scaricando così la difficoltà, oppure possiamo fronteggiare la sfida e crescere. Questo fiore ci mostra la via, in quanto la stia passione per la vita lo conduce fuori dall'oscurità, nella luce. Non ha senso lottare contro le sfide della vita, oppure cercare di evitarle o di negarle. Esistono, e se il seme deve diventare il fiore, dobbiamo passarci attraverso. Sii coraggioso, in modo da crescere nel fiore che sei destinato a essere.

"Il seme non può sapere cosa accadrà, il seme non ha mai conosciuto il fiore. E il seme non può neppure credere di avere la potenzialità di diventare un fiore meraviglioso. Il viaggio è lungo, ed è di gran lunga più sicuro non affrontarlo mai, poiché il sentiero è sconosciuto; nulla è garantito. Nulla può essere garantito. I rischi lungo il cammino sono infiniti, i trabocchetti in cui cadere moltissimi - e il seme è al sicuro, nascosto all'interno del suo duro involucro. Ma il seme compie degli sforzi, fa tentativi; lascia cadere il rigido guscio che rappresenta la sua sicurezza, inizia a muoversi. E subito comincia la lotta: la battaglia col terreno, con le pietre e le rocce... il seme era duro, il germoglio sarà estremamente fragile e i pericoli saranno immensi. Per il seme non c'era pericolo, avrebbe potuto sopravvivere millenni, mentre per il germoglio i pericoli sono infiniti. Ma egli si lancia verso l'ignoto, verso il sole, la fonte di luce, senza sapere dove andare, senza sapere il perché. Pesante è la croce da portare, ma un sogno possiede il seme ed egli va avanti. Il sentiero dell'uomo è simile, è arduo e richiede molto coraggio."

Quando vicino a noi non c'è alcun `altro che abbia rilievo', possiamo sentirci soli, oppure godere la libertà che la solitudine porta con sé. Quando non troviamo alcun sostegno tra gli altri per le verità che percepiamo profondamente dentro di noi, possiamo sentirci isolati e amareggiati; oppure celebrare il fatto che la nostra visione è salda a sufficienza da sopravvivere al potentissimo bisogno umano di essere approvati dalla famiglia, dagli amici o dai colleghi. Se in questo momento ti stai confrontando con una situazione simile, sii consapevole di come scegli di vedere la tua solitudine e assumiti la responsabilità per la scelta che hai fatto.

"Quando sei solo, non sei solo, ti senti semplicemente isolato - ed esiste un'incredibile differenza tra l'essere soli e il sentirsi isolati. Quando ti senti isolato, pensi all'altro, ne senti la mancanza: si tratta di una condizione negativa. Hai la sensazione che le cose andrebbero meglio, se l'altro fosse presente - un amico, tua moglie, tua madre, la persona amata, il marito. Sarebbe meglio se l'altro fosse presente, ma l'altro non c'è. Sentirsi isolati, soli, è frutto dell'assenza dell'altro. La solitudine è la presenza di se stessi: è un fenomeno estremamente positivo; è una presenza, una presenza che straripa. Sei così carico di presenza che puoi colmarne l'intero universo, per cui non hai bisogno di nessuno."

 

Il simbolo nella carta è un'immensa ruota che rappresenta il tempo, il fato, il karma. Intorno a questo cerchio che si muove continuamente ruotano galassie, e sulla sua circonferenza compaiono i dodici segni dello zodiaco. Proprio al suo interno si vedono gli otto trigrammi degli l Ching, mentre un po' più vicino al centro sono tracciate le quattro direzioni, ognuna delle quali è illuminata dall'energia dei fulmini. Il triangolo ruotante in questo momento è puntato verso l'alto, verso il divino, e il simbolo cinese dello Yin e dello Yang del maschile e del femminile, del creativo e del ricettivo, giace al centro. Spesso è stato detto che la sola cosa che non muta nel mondo è il cambiamento stesso. La vita muta continuamente, evolve, muore e rinasce. Tutti gli opposti giocano una parte in questo vasto schema circolare. Se ti aggrappi al margine esterno della ruota, puoi provare un senso di vertigine! Muoviti verso il centro del ciclone e rilassati, sapendo che anche questo passerà.

"La vita ripete se stessa immemore degli eventi - se non diventi consapevole, continuerà a ripetersi come una ruota. Ecco perché i buddhisti la definiscono 'la ruota della vita e della morte - la ruota del tempo'. Gira come una ruota: la nascita è seguita dalla morte, la morte è seguita dalla nascita; l'amore è seguito dall'odio, l'odio è seguito dall'amore; il successo è seguito dal fallimento, il fallimento è seguito dal successo. Osservalo semplicemente! Se riesci a osservarlo solo per qualche giorno, vedrai affiorare uno schema, lo schema di una ruota. Un giorno, una mattina allegra, ti senti benissimo e felice, mentre un altro giorno sei depresso e così prono alla morte da iniziare a pensare al suicidio. Eppure, solo il giorno prima eri così pieno di vita, così estatico da sentirti riconoscente a Dio per essere in tale stato d'animo di profonda gratitudine, mentre oggi il lamento in te sembra infinito e non vedi il motivo per continuare a vivere... e passi da un umore all'altro, ma non vedi lo schema di fondo. Nel momento in cui lo vedi, ne puoi uscire."

Il predominare del rosso in questa carta indica d'acchito che i temi di fondo sono l'energia, il potere e la. forza. Il bagliore iridescente che scaturisce dal plesso solare, o centro del potere, della figura, e la sua posizione, sono segnali di esuberanza e determinazione. Noi tutti, di tanto in tanto, tocchiamo un punto di insostenibilità. In quei momenti ci sembra di dover ,fare qualcosa, qualsiasi cosa, anche se in seguito risulterà essere un errore, per gettar via i pesi e le costrizioni che ci stanno limitando. Se non lo facciamo, essi minacciano di soffocarci e di storpiare la nostra stessa energia vitale. Se in questo momento hai la sensazione di averne abbastanza, che il troppo stroppia, concediti di rischiare lo sconvolgimento dei vecchi schemi e delle limitazioni che hanno impedito alla tua energia di fluire. Nel farlo, ti stupirai della vitalità e del potere che questa apertura può portare alla tua vita.

"La funzione di un Maestro si riassume in questo: trasformare un crollo in un'apertura. Lo psicoterapista si limita a rimetterti insieme, questa è la sua funzione; il suo compito non è trasformarti. Hai bisogno di una metapsicologia, la psicologia dei Buddha. Sperimentare un crollo consapevolmente è una delle più grandi avventure nella vita. E il rischio più grande che ci sia, poiché non ci sono garanzie che il crollo diventi un'apertura. Infatti lo diventa, ma non sono cose che si possono garantire. Il tuo caos è antichissimo; per una infinità di vite, sei stato nel caos: è spesso ed è denso, in pratica è un universo in sé. Pertanto, quando ci entri, con le tue fragili capacità, ovviamente è pericoloso. Ma senza confrontarsi con questo pericolo, nessuno si è mai integrato, nessuno è mai diventato un individuo, indivisibile. Lo Zen, o la meditazione, è il metodo che ti aiuterà ad attraversare il caos, a passare attraverso la buia notte dell'anima, con equilibrio, disciplina, presenza attenta. L'alba non è molto lontana, ma prima che tu la possa raggiungere, devi attraversare la buia notte dell'anima. E ricorda: man mano che l'alba si avvicina, la notte diventerà sempre più oscura e tenebrosa."

 

La figura di questa carta è appena rinata: sta emergendo dalle sue radici legate al suolo e sta sviluppando ali per volare nello sconfinato. Le forme geometriche intorno al corpo rivelano le molte dimensioni della vita che sono simultaneamente disponibili. Il quadrato rappresenta il piano fisico, ciò che è manifesto, conosciuto. Il cerchio rappresenta ciò che non è manifesto, lo spirito, il puro spazio. E il triangolo simboleggia la triplice natura dell'universo: il manifesto, il non-manifesto, e l'essere umano che contiene entrambi. In questo momento hai di fronte un'opportunità per vedere la vita in tutte le sue dimensioni, dagli abissi alle vette. Coesistono, e quando per esperienza scopriamo che oscurità e difficoltà sono necessarie quanto la luce e la semplicità, iniziamo ad avere una prospettiva diversa sul mondo. Permettendo a tutti i colori della vita di penetrarci, diventiamo più integri.

"Quando ti apri all'assoluto, immediatamente esso si riversa in te. Non sei più un comune essere umano - hai trasceso. La tua intuizione è diventata l'intuizione dell'intera esistenza. Ora non sei più separato- hai trovato le tue radici. Altrimenti, di solito, tutti si muovono senza radici, senza sapere da dove il loro cuore continua a ricevere energia, senza sapere chi continua a respirare in loro, senza conoscere il nettare vitale che scorre in loro. Non è il corpo, non è la mente - è qualcosa che trascende ogni dualità, definito `bhagavat' - il bhagavat nelle dieci direzioni. Il tuo essere interiore, allorché si schiude, come prima cosa sperimenta due direzioni: l'altezza e la profondità. Poi, piano piano, man mano che questa diventa la tua situazione stabile, inizi a guardarti intorno, espandendoti in tutte le altre otto direzioni. E quando raggiungi il punto in cui la tua vetta e il tuo abisso si incontrano, allora puoi guardarti intorno, percependo l'estrema circonferenza dell'universo. Allora la tua consapevolezza inizia a dispiegarsi in tutte le dieci direzioni, ma la via è stata una sola."

La figura centrale siede sopra il vasto fiore del vuoto, e tiene in mano i simboli della trasformazione - la spada che spezza l'illusione, il serpente che si rinnova uscendo dalla propria pelle, la catena spezzata delle illusioni e il simbolo Yin/Yang della dualità trascesa. Una delle mani è posata in grembo, aperta e ricettiva. L'altra è protesa verso il basso, e tocca la bocca di un volto addormentato, a simbolizzare il silenzio che insorge quando ci riposiamo. E tempo per un profondo abbandono. Permetti a qualsiasi dolore, tristezza o d difficoltà di esistere semplicemente, accettandone la 'fattualità'. La situazione è molto simile all'esperienza di Gautama il Buddha allorché, dopo anni di ricerca, finalmente rinunciò, sapendo che non c'era null'altro che potesse fare. Quella stessa notte si illuminò. La trasforrnazione giunge, come la morte, a tempo debito. E, come la morte, ti porta da una dimensione all'altra.

"Nello Zen un Maestro non è un semplice insegnante. In tutte le religioni ci sono solo insegnanti. Ti insegnano materie che non conosci, e ti chiedono di credere, poiché non c'è modo di portare quelle esperienze nella sfera oggettiva: neppure l'insegnante le ha conosciute - ci ha creduto, ed egli trasmette a qualcun altro il proprio credo. Lo Zen non è un mondo di credenti; non si addice a coloro che hanno fede, bensì a quelle anime audaci in grado di lasciar cadere ogni fede, ogni mancanza di fede, dubbi, ragione, mente, ed entrare semplicemente nella loro pura esistenza, priva di qualsiasi confine. Questo porta con sé un'incredibile trasformazione. Pertanto, lasciatemi dire che, mentre gli altri sono implicati in filosofie, lo Zen è immerso in una metamorfosi, in una trasformazione. È una vera e propria alchimia: ti trasforma da vile metallo in oro. Ma il suo linguaggio dev'essere compreso, non con la ragione, né con la mente intellettuale, ma con il tuo cuore amorevole. Oppure, anche limitandosi ad ascoltare, senza preoccuparsi del fatto che si tratti o meno di verità. All'improvviso, viene un momento in cui vedi ciò che è sempre stato elusivo in tutta la tua vita. All'improvviso si aprono quelle che Buddha chiama `le ottantaquattromila soglie'."

L'immagine dell'integrazione è l'unione mistica, la fusione degli opposti. Questo è un tempo di comunicazione tra ciò che in precedenza è stato sperimentato come dualità della vita. Anziché notte opposta al giorno, oscurità che sopprime la luce, questi elementi operano insieme per creare un tutto unificato, mutando continuamente l'uno nell'altro, poiché ognuno contiene, nella sua essenza più intima, il seme dell'opposto. Sia l'aquila che il cigno sono esseri simbolo del volo e di maestà. L'aquila incarna il potere e la solitudine. Il cigno lo spazio e la purezza, nuotando con grazia e immergendosi al di sopra e all'interno dell'elemento delle emozioni, appagato e completo all'interno della propria perfezione e bellezza. Noi siamo l'unione di aquila e cigno: maschile e femminile, fuoco e acqua, vita e morte. La carta dell'integrazione è il simbolo dell'autocreazione, di nuova vita e dell'unione mistica; conosciuta anche copie alchimia.

"Il conflitto è nell'uomo. Se non viene risolto lì, non può esserlo da nessun'altra parte. I giochi politici sono dentro di voi, esistono tra le due parti della mente. Esiste un ponte fragilissimo; se viene rotto a causa di un incidente, per qualche difetto fisiologico, o per qualche altro motivo, la persona diventa dissociata, diventa due persone - e si verifica il fenomeno della schizofrenia o della personalità scissa. Se il ponte è rotto - e quel ponte è fragilissimo - ti comporti come fossi due persone. Al mattino sei amorevole e gentile, la sera sei furioso, una personalità totalmente diversa. Non ti ricordi il mattino... come potresti? Un'altra mente era in funzione. Se questo ponte è rafforzato al punto che le due menti scompaiono e diventano una sola, allora insorge una integrazione, una cristallizzazione. Ciò che George Gurdjieff definiva `cristallizzazione dell'essere' non è altro che queste due menti diventate una, l'incontro all'interno di maschile e femminile, l'incontro di Yin e Yang, l'incontro di sinistra e destra, di logico e illogico, di Platone e Aristotele."

La carta richiama un antico racconto Zen in cui si narra di un leone, che pensava di essere una pecora, poiché era stato allevato dalle pecore. Ma un giorno, un vecchio leone lo acchiappò e lo portò in riva a uno stagno, mostrandogli così il riflesso del suo volto. Molti di noi sono come questo leone.. l'immagine che abbiamo di noi stessi non ci viene dalla nostra esperienza diretta, ma dalle opinioni degli altri. Una personalità' imposta dall'esterno rimpiazza l'individualità che avrebbe potuto crescere dall'interno. Diventiamo simili a tutte le altre pecore del gregge, incapaci di muoverci liberamente, e inconsapevoli della nostra vera identità. È tempo di dare uno sguardo al riflesso del proprio volto nello stagno, e di fare un passo per spezzare qualsiasi cosa tu sia stato condizionato dagli altri a credere di te stesso. Danza, corri, scuotiti, emetti parole senza senso -fai qualsiasi cosa ritieni necessaria per svegliare il leone che dorme dentro di te.

"Se non lasci cadere la tua personalità, non riuscirai a trovare la tua individualità. L'individualità è data dall'esistenza; la personalità è imposta dalla società, è un meccanismo sociale. La società non può tollerare l'individualità, perché nessun individuo sarà mai succube come una pecora. L'individualità ha la qualità del leone, il leone si muove da solo. Le pecore vivono sempre nella folla, sperando che lo stare nella folla faccia sentire al calduccio. Stare in una folla fa sentire protetti, al sicuro. Se qualcuno attacca, in una folla è possibilissimo salvare se stessi. Ma da soli? Solo i leoni si muovono in solitudine. Ognuno di voi è nato leone, ma la società continua a condizionarvi, a programmare la vostra mente in funzione dell'essere una pecora. Vi dà una personalità, una personalità rassicurante, gentile, manierata, obbediente. La società vuole schiavi, non persone saldamente devote alla libertà. E vuole schiavi perché tutti gli interessi istituzionali richiedono obbedienza."

 

La carta mostra una torre che viene bruciata, distrutta, annientata. Un uomo e una donna si stanno lanciando non perché lo vogliano, ma perché non hanno scelta. Sullo sfondo si vede una figura trasparente, in meditazione: rappresenta la consapevolezza testimoniante. In questo momento potresti sentirti alquanto scombussolato, come se ti mancasse il terreno sotto i piedi. Il tuo senso di sicurezza è stato sfidato, e la tendenza naturale è cercare di aggrapparsi a qualsiasi cosa. Ma questo terremoto interiore è necessario e importantissimo - se lasci che accada, emergerai dalle macerie più forte e disponibile a nuove esperienze. Dopo il fuoco, la terra è più compatta; dopo la tempesta, l'aria è limpida. Cerca di osservare la distruzione con distacco, quasi accadesse a qualcun altro. Di' di sì al processo, andandogli incontro...

"Ciò che la meditazione fa lentamente... un urlo del Maestro, inaspettatamente, in una situazione in cui il discepolo sta ponendo una domanda, e all'improvviso il Maestro balza in piedi e urla, o picchia il discepolo, o lo butta fuori dalla porta, o gli salta addosso... questi metodi non erano mai stati usati. Furono frutto del puro genio creativo di Ma Tzu, ed egli fece illuminare moltissime persone. A volte sembra così ridicolo: getta fuori dalla finestra di una casa a due piani un uomo, venuto a chiedere su cosa meditare. E non solo Ma Tzu lo getta fuori dalla finestra, salta dopo di lui, gli cade addosso, si siede sul suo petto e gli chiede: `Hai capito?!' E il poveretto risponde: `Sì', perché se dicesse di no potrebbe tornare a picchiarlo o chissà cos'altro farebbe. Gli basta: ha il corpo fratturato, e Ma Tzu, seduto sul petto gli chiede: 'Hai capito?!' E di fatto quell'uomo ha compreso: è stato tutto così improvviso, istantaneo - non se lo sarebbe mai immaginato."

Il silenzio simile alla ricettività di uno specchio di una notte colma di stelle, in cui splende la luna piena, è riflesso nel lago brumoso al di sotto. Il volto che si staglia nel cielo è in profonda meditazione: una dea della notte che dona profondità, pace e comprensione. Questo è un tempo estremamente prezioso. Ti sarà facile riposarti all'interno, scandagliare le profondità del tuo silenzio interiore là dove incontra il silenzio dell'universo. Non c'è nulla da, fare, nessun luogo dove andare, e la qualità del tuo silenzio interiore permea ogni cosa che fai. Forse questo farà sentire a disagio le persone, tanto abituate al clamore e all'infuriare del mondo Non preoccuparti; cerca coloro in grado di risuonare col tuo silenzio, oppure godi la tua solitudine. Questo è il tempo di tornare a casa, a te stesso. La comprensione e le intuizioni che ti giungono in questi momenti si manifesteranno in seguito, in una fase più estroversa della tua vita.

"L'energia del Tutto ha preso possesso di te. Sei posseduto, non sei più, il Tutto è. In questo momento, mentre il silenzio penetra in te, ne puoi comprendere il significato, poiché è lo stesso silenzio sperimentato da Gautama il Buddha. È lo stesso silenzio di Chuang Tzu o Bodhidharma o Nansen... il sapore del silenzio è lo stesso. Il tempo muta, il mondo continua a cambiare, ma l'esperienza del silenzio, la sua gioia, resta la stessa. Quella è la sola cosa su cui puoi fare affidamento, la sola cosa che non muore mai. E la sola cosa che puoi definire il tuo stesso essere."

Le mani dell'esistenza assumono la forma dei genitali. femminili, l'apertura della madre cosmica, rivelando all'interno una miriade di immagini, volti di altre epoche. Potrebbe essere divertente fantasticare su vite passate famose, ma è solo una distrazione. Ciò che conta veramente è vedere e comprendere gli schemi karmici delle nostre vite, e il loro aver radici un un ciclo ripetitivo e senza fine che ci intrappola un un comportamento inconscio. Le due lucertole arcobaleno poste lateralmente rappresentano ciò che su conosce e ciò che non su conosce: sono u custodi dell'inconscio, e su accertano che noi su sua pronti per una visione, altrimenti sconvolgente. Un'intuizione nell'eternità della nostra esistenza è un dono, e comprendere la funzione del karma nelle nostre vite non è qualcosa che su possa cogliere un base a uno sforzo di volontà. Questo è un invito al risveglio: gli eventi della tua vita cercano di mostrarti uno schema di comportamento antico conte il viaggio della tua anima.

"Il bambino può diventare consapevole solo se nella sua vita precedente ha meditato a sufficienza; solo se ha creato sufficiente energia meditativa per lottare con l'oscurità che la morte porta con sé. Ci si perde semplicemente in un oblio, poi d'acchito ci si trova in un nuovo ventre e si dimentica completamente il vecchio corpo. Esiste uno stacco: questa oscurità, questa incoscienza crea la discontinuità. L'Oriente ha operato strenuamente per penetrare queste barriere; e diecimila anni di lavoro non sono stati vani. Chiunque può penetrare la vita o le vite passate. Ma per farlo dovrai scendere in profondità nella tua meditazione, per due ragioni: se non scendi in profondità, non puoi scoprire la soglia su un'altra vita; in secondo luogo, devi essere in profonda meditazione perché, se scopri la soglia di un'altra vita, la tua mente verrà inondata da una marea di eventi. E già abbastanza arduo sostenere una sola vita..."

Il vecchio raffigurato un questa carta irradia nel mondo un diletto di bimbo. È circondato da una sensazione di grazia, quasi fosse a casa, un pace con se stesso e con ciò che la vita gli ha portato. Il vecchio sembra avere una comunicazione divertente con la mantide religiosa posata sul suo dito, quasi fossero due vecchi amici. I fiori rosa che piovono a cascata intorno a lui indicano un tempo di abbandono, rilassamento e dolcezza. Sono una risposta alla sua presenza, un riflesso delle sue qualità. L'innocenza frutto di una profonda esperienza della vita è simile a un bambino, ma non è infantile. L'innocenza del bambino è bella, ma è ignorante. Verrà sostituita dalla sfiducia e dal dubbio man mano che il bambino crescerà e apprenderà che il mondo può essere un luogo pericoloso e minaccioso. Ma l'innocenza di una vita vissuta un pienezza ha una qualità di saggezza e accettazione della meraviglia della vita un continuo mutamento.

"Lo Zen afferma che, se lasci cadere il sapere - e nel sapere è inclusa ogni cosa: il tuo nome, la tua identità, tutto quanto, poiché queste cose ti sono state date dagli altri - se lasci cadere tutto ciò che gli altri ti hanno attribuito, acquisirai nel tuo essere una qualità totalmente diversa: l'innocenza. Questa sarà una crocefissione della persona, della personalità, e avverrà una resurrezione della tua innocenza: di nuovo tornerai a essere un bambino, rinato."

La farfalla di questa carta rappresenta l'esterno, ciò che su muove continuamente e che non è reale, bensì illusorio. Dietro la, farfalla si trova il volto della consapevolezza, che guarda all'interno ciò che è eterno. Lo spazio tra u due occhi su è aperto, rivelando il loto del manifestarsi dello spirito e il sole nascente della consapevolezza. Tramite il sorgere del sole interiore, nasce la meditazione. La carta ci ricorda di non cercare all'esterno ciò che è reale, bensì di guardare all'interno. Quando mettiamo a fuoco le cose esteriori, troppo spesso veniamo intrappolati in giudizi - questo è bene, questo è male, voglio questo, non voglio quello. Questi giudizi ci tengono intrappolati nelle nostre illusioni, nel nostro sonno, nelle nostre vecchie abitudini e nei nostri schemi di comportamento. Lascia cadere la tua mente gravata da opinioni e muoviti all'interno. Là ti potrai rilassare nella tua verità più profonda, dove è già nota la differenza tra i sogni e il Reale.

"Questa è la sola distinzione tra il sogno e il Reale: la realtà ti permette di dubitare, mentre il sogno non ti permette di dubitare... A mio avviso, la capacità di dubitare è una delle benedizioni più grandi del genere umano. Le religioni gli sono nemiche perché hanno tagliato le radici stesse del dubbio, e c'è una ragione ben precisa per cui lo hanno fatto: esse vogliono che la gente creda in certe illusioni da loro insegnate... Come mai persone come Gautama il Buddha hanno insistito tanto nel dire che l'intera esistenza - fatta eccezione per il tuo Sé testimoniante e per la tua consapevolezza - è puramente effimera, composta della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni? Non si vuol dire che questi alberi non esistano, né che non esistono queste colonne; non fraintendere a causa del termine `illusione'... è stato tradotto come illusione, ma non è la parola giusta. L'illusione non esiste, la realtà esiste, maya è esattamente nel mezzo - è quasi esistente. Per ciò che riguarda le azioni quotidiane, può essere presa come realtà. Solo in senso assoluto, dalla vetta della tua illuminazione, diventa irreale, illusoria."

Nella figura l'ultimo pezzo di un puzzle viene messo al suo posto, in corrispondenza del terzo occhio, il luogo della percezione interiore. Perfino nel perennemente mutevole flusso della vita ci sono momenti in cui giungiamo al completamento. In questi momenti siamo in grado di percepire l'intera figura, la somma di tutti i piccoli frammenti che hanno occupato la nostra attenzione tanto a lungo. Allorché lo schema si completa, possiamo essere disperati perché non vogliamo che la situazione giunga a una fine, oppure possiamo essere riconoscenti ed accettare il fatto che la vita sia colma di molte fini e di nuovi inizi. Qualsiasi cosa abbia assorbito il tuo tempo e la tua energia, ora sta giungendo alla, fine. Nel completarla, ripulirai lo spazio perché inizi qualcosa di nuovo. Usa questo intervallo per celebrare entrambe le cose: la fine del vecchio e il giungere del nuovo.

"Questa è la via dello Zen, non dare mai un senso di compiuto. Lo si deve comprendere: è una metodologia importantissima. Non dire tutto, significa dare all'ascoltatore un'opportunità per completare ciò che si è detto. Tutte le risposte sono incomplete. Il Maestro ti ha dato soltanto una direzione... quando avrai raggiunto il limite della sua risposta, saprai ciò che resta. In questo modo, se qualcuno cercherà di comprendere lo Zen intellettualmente, fallirà. Non si tratta di una risposta alla domanda, ma qualcosa di più della risposta. Indica la realtà stessa... la natura di buddha non è qualcosa di remoto - la tua stessa consapevolezza è la natura di buddha. E la tua consapevolezza può testimoniare le cose che compongono il mondo. Il mondo finirà, ma lo specchio rimarrà, e rifletterà il nulla."

Nello Zen il Maestro non è un maestro stigli altri, ma un Maestro di se stesso. Ogni suo gesto e ogni sua parola riflette il suo essere illuminato. Egli non ha mete private, nessun desiderio che le cose debbano essere altrimenti di come sono. I suoi discepoli si raccolgono intorno a lui non per seguirlo, ma per assorbire la sua presenza ed essere ispirati dal suo esempio. Nei suoi occhi essi vedono riflessa la loro stessa verità, e nel suo silenzio essi si immergono più facilmente nel silenzio del loro stesso essere. Il Maestro accoglie i discepoli non perché li vuole guidare, ma perché ha Un'immensità da condividere. Insieme, essi creano un campo di energia che sostiene l'unicità di ogni individuo affinché trovi la propria luce. Se riesci a trovare un Maestro simile, sei benedetto. Se non ci riesci, continua a cercare. Impara dagli insegnanti, e dai cosiddetti maestri, e procedi. `Charaiveti, charaiveti, 'dice Gautama il Buddha, 'Continua ad andare avanti'. "

"I Maestri non insegnano la verità; non c'è modo di insegnarla. È una trasmissione che trascende i testi sacri, le parole. È una trasmissione. È energia che provoca l'energia dentro di te. È una sorta di sincronicità... Devi avvicinarti al Maestro con profondo amore, con immensa fiducia, con un cuore aperto. Tu non sei consapevole di chi sei; lui è consapevole di chi è, ed è consapevole di chi sei tu. Si può dire che il bruco sia inconsapevole della sua possibilità di diventare una farfalla... voi siete bruchi - bodhisattva. Tutti i bruchi sono bodhisattva e tutti i bodhisattva sono bruchi. Bodhisattva è qualcuno che può diventare una farfalla, può diventare un buddha: è un buddha in forma di seme, in essenza... La relazione Maestro/discepolo è una relazione tra un bruco e una farfalla, l'amicizia tra un bruco e una farfalla. La farfalla non può dimostrare al bruco che può diventare una farfalla, non esiste via logica. Ma la farfalla può provocare nel bruco un'anelito - certo, questo è possibile."

"Mai nato - Mai morto - Ha solo visitato il pianeta Terra
tra l' 11 dicembre 1931 e il 19 gennaio 1990"

 

Con queste parole immortali, Osho detta il suo epitaffio e allo stesso tempo elimina la necessità di una biografia. Dopo aver cancellato il suo nome, accetta alla fine il termine "Osho" spiegando che esso deriva da "oceanico", come lo usa William James. "Non è il mio nome" afferma, "è un suono di guarigione".

 

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